Il CEO di OpenAI Sam Altman punta a portare la società in borsa entro il quarto trimestre del 2026, in linea con la strategia di altri giganti tech come SpaceX e Anthropic. Tuttavia, all’interno dell’azienda non tutti sono d’accordo su questa tempistica.
La CFO Sarah Friar, ex dirigente di Square e Nextdoor, ha espresso seri dubbi sulla preparazione finanziaria e organizzativa di OpenAI, sottolineando che la società potrebbe non essere pronta per affrontare la trasparenza e le pressioni dei mercati pubblici. Secondo fonti interne, Friar avrebbe messo in guardia sulla sostenibilità di un piano che prevede investimenti per 600 miliardi di dollari in cinque anni, soprattutto alla luce di una crescita dei ricavi più lenta del previsto e di una perdita stimata di 14 miliardi di dollari nel 2026, quasi il doppio rispetto al 2025.
La tensione tra Altman e Friar riflette due visioni opposte che convivono all’interno dell’azienda. Da un lato, la volontà di cogliere l’onda della crescita dell’AI, e dall’altro la necessità di consolidare i conti prima di affrontare gli investitori pubblici. Friar, in particolare, ha evidenziato che OpenAI non è ancora “organizzativamente o proceduralmente pronta” per la quotazione, e che il ritmo con cui l’azienda consuma capitale rischia di mettere a repentaglio la stabilità finanziaria.
Nel frattempo OpenAI continua a raccogliere capitali. A marzo 2026 ha chiuso un round da 122 miliardi di dollari, portando la valutazione a 852 miliardi, un record assoluto per una startup non quotata. Tra gli investitori spiccano SoftBank, Amazon, Nvidia e Microsoft, quest’ultima già partner strategico con un accordo che le garantisce il 20% dei ricavi di OpenAI. Nonostante ciò, la redditività resta un miraggio e la società non prevede di raggiungere il pareggio prima del 2030. In questo contesto la corsa all’IPO rischia di trasformarsi in una scommessa azzardata, soprattutto se il mercato dell’AI dovesse raffreddarsi o se la regolamentazione si facesse più stringente.

OpenAI ha un problema con la capacità di calcolo
All'azienda manca la potenza di elaborazione necessaria per addestrare e…














