Negli USA partiranno delle indagini per controllare il consumo energetico dei data center

Se ne occuperà l'Energy Information Administration, il braccio statistico del Dipartimento dell'energia

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Negli USA partiranno delle indagini per controllare il consumo energetico dei data center

I data center che alimentano l’intelligenza artificiale consumano enormi quantità di elettricità, ma fino ad oggi, negli Stati Uniti, nessun ente governativo disponeva di strumenti precisi per misurarla. Ora il governo federale intende correre ai ripari, con l’Energy Information Administration, il braccio statistico del Dipartimento dell’energia, che ha annunciato alla conferenza energetica CERAWeek di Houston il lancio di sondaggi pilota dedicati proprio a questa lacuna.

Il responsabile dell’agenzia, Tristan Abbey, ha definito l’iniziativa come “un esercizio esplorativo per capire cosa sta succedendo in una parte molto importante dell’economia su cui non abbiamo molta visibilità”. I rilevamenti partiranno da Virginia, Washington State e Texas, i tre stati con la maggiore concentrazione di infrastrutture digitali, per poi espandersi su scala nazionale.

La necessità di fare chiarezza è urgente. I data center statunitensi hanno consumato 183 terawattora di elettricità nel 2024, pari a oltre il 4% del consumo nazionale totale, una quantità paragonabile all’intera domanda annuale del Pakistan. E le proiezioni per il futuro sono ancora più preoccupanti. Secondo il Dipartimento dell’energia, quella quota potrebbe crescere fino al 12% entro il 2028 se le attuali tendenze dell’AI continueranno. A livello globale, l’Agenzia Internazionale dell’energia stima che il consumo elettrico dei data center sia destinato a più che raddoppiare entro il 2030, raggiungendo circa 945 terawattora.

Dietro questi numeri c’è la corsa all’AI generativa, che richiede server sempre più potenti e sempre accesi. Solo il raffreddamento può arrivare a rappresentare il 40% dei consumi di un data center, e in alcuni territori l’impatto è già oggi clamoroso. Nello stato della Virginia ad esempio, i data center assorbono il 26% di tutta l’elettricità consumata. Monitorare questi impianti non è solo una questione di statistica, ma il primo passo per capire se la rete elettrica statunitense potrà reggere questa pressione, e a quale prezzo per i consumatori e per il clima.

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