La settimana è caratterizzata da una netta rimonta dell’Europa in campo AI, in un inaspettato trend positivo inversamente proporzionale al clima geopolitico sempre più rovente.
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La francese Mistral (unica azienda europea sulla via del paragone con le compagnie americane) si avvia alla valutazione di 14 miliardi di dollari. La miccia è un investimento da due miliardi di euro da parte di una cordata guidata da ASML, che diventa il principale azionista della società. Con i tre fondatori che diventano i primi miliardari francesi dell’AI, l’accoppiata ASML-Mistral inizia ad assomigliare al corrispettivo europeo del duo Microsoft-OpenAI.
Ma è solo l’inizio. In Germania viene inaugurato Jupiter, supercomputer più veloce d’Europa creato per la corsa AI e alimentato con chip Nvidia. Sempre in terra tedesca Volkswagen segue la scia e programma investimenti in AI per un miliardo di dollari entro il 2030. La Svezia cavalca lo slancio cercando di mostrare una nuova via nella produzione di energia: l’azienda EcoDataCenter ottiene un finanziamento di 600 milioni di euro per data center eco-sostenibili.
In Italia invece entrano nel vivo i lavori istituzionali. Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti arriva un protocollo sull’uso dell’AI negli appalti e il Ministero dell’Istruzione presenta le linee guida per l’introduzione dell’AI nelle scuole. Il potenziamento del settore dell’istruzione prosegue più a est, con la Grecia che stringe con OpenAI un accordo per promuovere l’uso di AI nelle scuole e nelle piccole imprese.
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Negli USA i (lenti) cambi di assetto che si osservano da tutta l’estate continuano ad evolvere.
OpenAI e Microsoft proseguono nel loro lento distacco. Microsoft integra Claude di Anthropic (fresca di ampliamento delle funzionalità) per ridurre la dipendenza da Altman, mentre la casa di ChatGPT risponde firmando un incredibile accordo da 300 miliardi di dollari con Oracle per ampliare la potenza di calcolo. A suggellare la volontà di voltare pagina, OpenAI ottiene inoltre da Microsoft la firma per un accordo non vincolante che consentirà la ristrutturazione della società. Obiettivo di Altman è la quotazione autonoma in borsa.
Continua anche la “non-presenza” di Apple, che ancora una volta lancia nuovi hardware (non granché rivoluzionari), ma continuando a lasciare l’AI sullo sfondo, in quello che ormai è un tratto distintivo.
Si affaccia qualche volto nuovo, come la startup californiana degli annunci pubblicitari nelle app AI Koah, che raccoglie 5 milioni di dollari con un modello di business ancora inesplorato. A fronte di chi arriva, c’è anche chi se ne va. Il chatbot AI Dot chiude per conflitti etici tra i fondatori; gli utenti hanno fino al 5 ottobre per “salutarlo“. Ma è incognita su una questione ancora inedita: cosa succede ai dati di un’app quando non c’è più?
La sfida USA-Cina è simboleggiata da due implementazioni di spicco “dell’AI fisica”, che si fronteggiano da un capo all’altro del mondo. La prima risulta quasi banale, è il nuovo robotaxi di Amazon, Zoox, in prova gratuita a Las Vegas. La seconda, cinese, è un animale AI da compagnia (probabilmente il primo in commercio) creato dall’ex product designer di ByteDance He Jiabin. Non parla, non esegue comandi ma capisce i feedback vocali e si comporta come un animale: l’esperienza è tutta nel prendersene cura. Al di là della declinazione ludica, uno a zero per la Cina per l’originalità.
Sapore dolceamaro sul fronte ricerca: OpenAI ammette che le allucinazioni fanno parte delle AI ma propone anche un processo per poterle limitare. I risultati valgono perfino i complimenti dell’acerrimo nemico Musk. Emerge poi da uno studio che scrivere codice con l’AI velocizza il lavoro di quattro volte ma moltiplica di dieci volte le vulnerabilità. Un brutto indizio vista l’esplosione mondiale di cyber attacchi.
È proprio attorno alle paure sull’AI che si accende un confronto infuocato.
Mentre Warner Bros. fa causa a Midjourney per violazione del copyright, emergono movimenti che intendono accendere un faro su tutte le contraddizioni e i pericoli dell’AI. Sono veri e propri gruppi etici anti-AI e alcuni dei loro esponenti più in vista stanno portando avanti scioperi della fame di fronte agli uffici di Anthropic a San Francisco e di DeepMind a Londra. Alcuni di loro sono ricercatori AI, terrorizzati dalla minaccia esistenziale rappresentata dalla corsa all’AGI. La loro missione, in pratica, è impedire la fine del mondo.














