Il 9 giugno 2026 Anthropic ha lanciato Claude Fable 5, la versione pubblica del suo modello più avanzato, già noto internamente come Mythos. Descritto dall’azienda come il modello più potente mai reso disponibile per un uso su larga scala, Fable 5 eccelle in ingegneria del software e analisi dati, con guardrail che ne vietano l’impiego in aree ad alto rischio come la cybersicurezza.
Ma insieme al modello è arrivata una novità che ha immediatamente acceso gli allarmi nel mondo enterprise: tutti i prompt inviati e gli output generati dai modelli Mythos-class vengono ora conservati per 30 giorni a fini di sicurezza, su qualsiasi piattaforma in cui questi modelli siano disponibili. Motivo dichiarato da Anthropic è che alcuni attacchi diventano visibili solo analizzando pattern su molte richieste. Il jailbreaking di tipo best-of-N, ad esempio, invia centinaia di varianti di un prompt sperando che una funzioni. Minacce più ampie, come spionaggio sponsorizzato da stati nazionali, emergono solo incrociando molte richieste insieme.
Appena un giorno dopo il lancio, Microsoft ha rimosso Claude Fable 5 dal selettore di modelli usato internamente per GitHub Copilot, bloccandone di fatto l’uso da parte dei dipendenti. Il problema è strutturale, la nuova policy di Anthropic annulla di fatto i precedenti accordi di Zero Data Retention già negoziati da molte aziende. Jessica Eaves Mathews, avvocata specializzata in diritto dell’intelligenza artificiale, ha spiegato sul suo blog che ogni altro modello Claude disponibile tramite API, inclusi Opus 4.8, Sonnet 4.6 e Haiku 4.5, può operare sotto accordi ZDR, mentre Fable 5 non può farlo. La sua conclusione è netta: “Se la vostra organizzazione aveva in precedenza un accordo ZDR con Anthropic, quell’accordo non si applica al traffico di Fable 5. Si tratta di un cambiamento di policy che annulla gli impegni enterprise esistenti per questa specifica classe di modello.”
Anthropic ha precisato che i dati non verranno usati per addestrare nuovi modelli e che vengono eliminati dopo 30 giorni, salvo in caso di segnalazione da parte dei classificatori di trust & safety, nel qual caso la conservazione può estendersi fino a due anni. Ma la questione di fondo rimane: un modello può essere tecnicamente impressionante, progettato responsabilmente e ampiamente disponibile, eppure risultare inutilizzabile per determinati flussi di lavoro aziendali.
Per un avvocato che usa lo strumento per lavori cliente, ad esempio, il rischio è reale. La conservazione per 30 giorni su sistemi di terze parti con possibilità di revisione umana mina le basi della protezione del privilegio professionale, a prescindere da quanto Anthropic gestisca i dati con cura. Il caso Microsoft, che vende accesso al modello ai propri clienti di GitHub Copilot e Foundry, mentre ne vieta l’uso interno, è la fotografia più nitida di questa contraddizione e apre una domanda destinata a restare al centro del mercato AI aziendale: quanto siamo disposti a cedere in fatto di controllo sui dati in cambio di modelli sempre più capaci?

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