Meta starebbe pianificando licenziamenti su larga scala che potrebbero colpire più del 20% del suo personale complessivo. A rivelarlo è Reuters, che cita tre fonti interne anonime. I tagli sarebbero motivati dalla necessità di compensare i costi crescenti dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale e preparare l’azienda a una maggiore automazione dei processi lavorativi. Se confermati, i licenziamenti potrebbero riguardare oltre 15.000 lavoratori su un totale di circa 79.000 dipendenti.
Il paradosso dietro a questa possibile decisione è evidente. La stessa tecnologia che promette di sostituire i lavoratori presenta degli esorbitanti costi senza precedenti da sostenere. Meta ha annunciato investimenti da 135 miliardi di dollari in infrastrutture AI nel solo 2026, e la previsione delle spese totali per l’anno si attesta tra 162 e 169 miliardi. In gennaio Zuckerberg aveva già anticipato questa direzione, affermando che “progetti che prima richiedevano grandi team ora possono essere portati a termine da una sola persona molto talentuosa”.
Il fenomeno non è isolato, e solo mese di marzo 2026 i licenziamenti nel settore tech hanno raggiunto quota 45.000, di cui oltre 9.200 direttamente riconducibili all’AI e all’automazione. Secondo i dati di Hiring Lab, il centro di ricerca economica di Indeed, il 26% dei lavori negli Stati Uniti sarà profondamente trasformato dall’AI, mentre il 54% subirà impatti moderati, segno di una transizione strutturale del mercato del lavoro guidata dalla tecnologia. Dopo la pubblicazione della notizia le azioni di Meta Platforms hanno subito un aumento del 3%.

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