Il Primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato il 16 giugno 2026 la sua intenzione di costruire una «vera autonomia strategica» nel campo dell’intelligence digitale, e la scelta è caduta su un’azienda che fino a pochi anni fa era quasi sconosciuta al grande pubblico. La DGSI, la direzione generale della sicurezza interna francese, ha scelto ChapsVision, società specializzata nel trattamento dei dati tramite intelligenza artificiale, per sostituire progressivamente Palantir, il colosso statunitense cofondato da Peter Thiel, storico sostenitore di Donald Trump.
La Francia usava i software di Palantir dal 2016, dopo gli attentati di Charlie Hebdo e del Bataclan, quando la minaccia terroristica jihadista aveva spinto il governo a cercare strumenti potenti per analizzare enormi quantità di dati. Quasi un decennio dopo, le priorità sono cambiate: la sovranità digitale vale più della familiarità con un fornitore consolidato.
Fondata nel 2019 da Olivier Dellenbach, ChapsVision dichiara 200 milioni di euro di fatturato annuo e circa mille dipendenti. La sua piattaforma ArgonOS è già utilizzata da 2.000 grandi clienti e organizzazioni governative in 40 paesi. ArgonOS integra oltre 300 fonti di dati, strutturati, non strutturati e da fonti aperte, e supporta dispiegamenti isolati dalla rete, senza accesso a internet esterno. La piattaforma combina arricchimento tramite AI, grafi della conoscenza e correlazione di entità multi-fonte, posizionandosi come alternativa diretta a Gotham, il prodotto di punta di Palantir.
Ma a distinguere ChapsVision non è solo la tecnologia. Il presidente Silvano Sansoni ha spiegato a VivaTech che il comitato etico indipendente dell’azienda ha potere di veto su qualsiasi contratto ritenuto a rischio. «Possono dirmi: ‘No, Silvano, non puoi andare lì’», ha dichiarato, riferendosi a paesi o progetti che sollevano preoccupazioni etiche. Il comitato, presieduto da Jean-David Levitte, ex ambasciatore francese negli Stati Uniti e all’ONU, può anche sospendere contratti già attivi se il perimetro o le richieste del cliente cambiano.
La transizione, però, non sarà immediata. Palantir aveva rinnovato il proprio contratto triennale con la DGSI appena a dicembre 2025, e i suoi strumenti resteranno operativi finché ArgonOS non sarà pienamente integrato, un processo che potrebbe richiedere 18-24 mesi. Il programma di gara, chiamato OTDH (Outil de Traitement des Données Hétérogènes), è stimato intorno ai 40 milioni di euro.
Quel che è certo è che il caso francese non è isolato. A maggio 2026 anche i servizi di intelligence interni tedeschi avevano scelto ChapsVision e la sua piattaforma ArgonOS, rinunciando a Palantir in nome della riduzione delle dipendenze tecnologiche. Il movimento si inserisce in un pattern europeo sempre più definito, che trasforma la sovranità digitale da semplice preferenza politica a criterio vincolante negli appalti pubblici. Per la prima volta da decenni, le infrastrutture di intelligence di due grandi potenze europee puntano su un software made in Europe, e con un guardiano etico che può fermare tutto con un no.

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