Axios e OpenAI hanno stretto un accordo triennale che cambia le regole del finanziamento editoriale: OpenAI copre i costi di avvio di 13 nuove newsletter locali — personale e tecnologia inclusi — e fornisce gratuitamente crediti per i suoi strumenti enterprise a tutta la redazione. In cambio, ottiene accesso libero all’intero catalogo di contenuti di Axios per addestrare ChatGPT. I termini economici restano riservati.
Il progetto è partito a gennaio 2025 con quattro città pilota: Pittsburgh, Kansas City, Boulder e Huntsville. Quest’anno si sono aggiunte nove nuove testate locali. Axios punta a essere presente in 43 città entro fine 2026. Il co-fondatore Jim VandeHei ha dichiarato alla Columbia Journalism Review di voler arrivare un giorno a mille mercati locali, anche se Axios Local — con oltre due milioni di iscritti — non è ancora in pareggio di bilancio. VandeHei ha definito se stesso un “AI lab rat” e ha esplicitato la domanda che guida l’esperimento: usare l’intelligenza artificiale per automatizzare tutto quello che serve in un mercato locale, tranne il giornalista e il giornalismo in sé.
La logica dell’accordo è duplice. Per Axios, OpenAI finanzia l’espansione senza richiedere che i giornalisti usino l’AI nella fase di reportage: gli strumenti servono per le attività di contorno — distribuzione, ottimizzazione, produzione di formato. Holly Moore, direttrice esecutiva di Axios Local, ha chiarito che non esiste nessun obbligo di integrare l’AI nel processo giornalistico. Per OpenAI, l’interesse è diverso e più strutturale: gli utenti statunitensi di ChatGPT inviavano circa un milione di prompt a settimana in cerca di notizie locali già a febbraio, ma la carenza di giornalismo locale rischia di impoverire le fonti disponibili per i modelli. Finanziare nuove redazioni significa investire nella propria materia prima futura.
Le criticità sono reali. Axios non divulga il rapporto con OpenAI nelle offerte di lavoro locali né nella copertura editoriale sulla società di Altman, a meno che il tema non riguardi esplicitamente i deal media. Un dipendente, parlando in anonimato con CJR, ha segnalato che questa mancanza di trasparenza genera disagio tra i redattori. VandeHei sostiene che il contratto non prevede un firewall editoriale formale perché entrambe le parti considerano l’indipendenza di Axios un dato acquisito — ma l’assenza di una clausola scritta lascia la questione aperta. Axios, inoltre, non è sindacalizzata: al contrario di Politico, i cui dipendenti hanno vinto un arbitrato che ha portato alla chiusura di due strumenti AI, i giornalisti di Axios non hanno un canale formale per contestare le scelte tecnologiche.
Il modello regge se il giornalista resta al centro. Un solo reporter, Robert Sanchez, copre due newsletter per due contee del Colorado più grandi del Rhode Island: è la prova pratica che l’AI può ridurre i costi fissi senza eliminare il lavoro giornalistico. Ma la domanda che resta in piedi è un’altra: accordi bilaterali come questo possono davvero contrastare il declino strutturale del giornalismo locale, o avvantaggiano solo chi ha già le spalle abbastanza larghe per sedersi al tavolo con OpenAI? Matt Pearce di Rebuild Local News lo ha detto senza giri di parole: “Se stringi una partnership diretta con un’azienda di AI, ne benefici tu, non gli altri.” L’esperimento di Axios è un test su scala reale. I risultati, al momento, appartengono solo a chi lo conduce.














