WiseTech Global, gigante australiano del software per il settore della logistica, ha annunciato il taglio di 2.000 posti di lavoro nei prossimi due anni, quasi un terzo della sua forza lavoro globale, nell’ambito di una ristrutturazione interna legata all’integrazione dell’intelligenza artificiale. La decisione, definita dal CEO Zubin Appoo come “la più significativa trasformazione degli ultimi decenni”, si inserisce nell’era del tramonto globale della codifica manuale.
L’azienda, che opera in 40 paesi con 7.000 dipendenti, punta a diventare più snella e competitiva, integrando l’AI nei suoi software e processi interni. Nonostante i licenziamenti, il titolo in borsa è salito dell’11% dopo l’annuncio, a conferma che gli investitori premiano la svolta tecnologica della società.
Il piano di riorganizzazione arriva dopo un 2025 difficile, con il valore delle azioni crollato del 37% per timori che l’AI potesse rendere obsoleto il suo modello di business. Ora, WiseTech accelera proprio sull’automazione, anticipando di 18 mesi i risparmi previsti e registrando ricavi in crescita del 76% nel primo semestre. “Non stiamo solo tagliando costi, stiamo costruendo un sistema operativo per il commercio globale”, ha spiegato Appoo. La mossa riflette una tendenza globale. Nel 2026, aziende come Amazon, Meta e TCS hanno già ridotto migliaia di posti per adottare l’AI, in un settore dove tutte le priorità sono incentrate sulla produttività.
Il prezzo sociale di questa mossa è molto elevato. L’AI sta già oggi ridisegnando il mercato del lavoro e Secondo l’OCSE entro il 2030 oltre il 14% dei lavori globali rischia di essere automatizzato, con i giovani e i profili tecnici meno specializzati tra i più esposti.

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