Amazon ha superato il traguardo del milione di robot operativi nei suoi magazzini. Il milionesimo è entrato in funzione in Giappone nel luglio 2025 e non si tratta di un semplice record simbolico. Oggi il 75% delle consegne globali è assistito da sistemi automatizzati, e il numero di pacchi spediti per dipendente è salito dai 175 del 2015 ai 3.870 attuali. Dietro questi numeri c’è una trasformazione radicale del modo in cui le merci si muovono nel mondo, guidata dall’intelligenza artificiale in ogni fase della catena.
Il motore invisibile di questa rivoluzione ha un nome preciso. DeepFleet è il modello di AI generativa sviluppato da Amazon Robotics che coordina i robot nei magazzini come un sistema di gestione del traffico urbano. Questo calcola in tempo reale il percorso ottimale per ciascun robot, prevenendo ingorghi e riducendo le soste. Grazie a DeepFleet, le tempistiche di movimentazione si sono ridotte del 10%. Accanto a lui opera SCOT, il sistema predittivo che analizza dati di vendita, meteo e persino trend social per anticipare la domanda. Le sue previsioni raggiungono oggi un’accuratezza del 95%.
Lo scenario futuro solleva però interrogativi profondi sul lavoro umano. Documenti interni rivelano che entro il 2033 il 75% delle operazioni nei magazzini sarà gestito da sistemi automatizzati, con 600.000 assunzioni evitate e un risparmio stimato di 30 centesimi per ogni consegna. Amazon assicura che i robot affiancheranno le persone, non le sostituiranno, e che oltre 700.000 dipendenti sono già stati riqualificati in ruoli tecnici e di manutenzione. Come ha dichiarato Pascal Matzke, VP Worldwide Operations di Amazon: “L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la logistica e rappresenta una leva per costruire un futuro più efficiente, sostenibile e umano-centrico”.

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