Per mesi Donald Trump si è presentato come il rappresentante politico di un’intelligenza artificiale libera da lacci e cavilli burocratici. Aveva revocato il primo giorno del suo mandato il decreto di Biden che imponeva test di sicurezza obbligatori per i nuovi modelli AI, definendo quella regolamentazione un freno alla competitività statunitense rispetto alla Cina. Ma oggi, quell’approccio sembra vacillare.
L’amministrazione Trump starebbe infatti valutando di introdurre una supervisione governativa sui modelli di AI prima che vengano rilasciati al pubblico, una svolta che pochi avrebbero previsto solo qualche mese fa. Secondo quanto riportato dal New York Times, la Casa Bianca starebbe discutendo un ordine esecutivo per creare un gruppo di lavoro sull’AI, e una delle proposte includerebbe un processo di revisione governativa dei nuovi modelli prima del loro lancio al pubblico. Funzionari della Casa Bianca avrebbero già illustrato alcuni di questi piani ai vertici aziendali di Anthropic, Google e OpenAI durante incontri avvenuti la settimana scorsa.
A fare da detonatore a questa inversione di rotta è stato Mythos, il nuovo modello di Anthropic rimasto finora inaccessibile al grande pubblico. Gli esperti di cybersicurezza avvertono che Mythos potrebbe potenziare in modo significativo la capacità di sferrare cyberattacchi complessi perché le sue abilità avanzate di programmazione gli consentirebbero di individuare vulnerabilità informatiche e immaginare modi per sfruttarle in modo potenzialmente senza precedenti. Da quando Anthropic ha annunciato Mythos, la Casa Bianca si è trovata a dover capire rapidamente che capacità di hacking possiede il modello e quale ruolo debba avere il governo nel gestire i rischi per la sicurezza nazionale. Il CTO del Pentagono Emil Michael ha dichiarato a CNBC che si tratta di un “momento separato di sicurezza nazionale”, in cui è necessario assicurarsi che le reti governative siano adeguatamente protette. Nel concreto, le agenzie candidate a supervisionare le revisioni sarebbero la NSA, l’Office of the National Cyber Director e l’Office of the Director of National Intelligence.
C’è però una distinzione cruciale nel meccanismo che si sta delineando. Alcuni funzionari spingono per un sistema che garantisca al governo un “accesso prioritario” ai modelli, senza necessariamente bloccarne il rilascio al pubblico. Una revisione di sicurezza chiede se un modello debba essere reso pubblico; un sistema di accesso prioritario chiede semplicemente se il governo debba vederlo per primo.
Il cambio di rotta coincide tra l’altro con un vuoto di leadership nella politica AI della Casa Bianca, dopo che David Sacks, il cosiddetto AI czar, che guidava la spinta alla deregolamentazione, ha lasciato il ruolo a marzo, con la capo di gabinetto Susie Wiles e il segretario al Tesoro Scott Bessent che da allora hanno preso un ruolo più attivo nella definizione della politica sull’AI.
Per alcune importanti società di AI questa intenzione è già concreta. Grazie ad un nuovo accordo è infatti emerso che Microsoft, Google e xAI forniranno al governo statunitense un accesso anticipato ai loro nuovi modelli di AI prima del loro rilascio pubblico, consentendo così di effettuare verifiche sui rischi per la sicurezza nazionale.

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