L’intelligenza artificiale può trasformarsi in un motore concreto per la transizione ecologica nell’industria alimentare. I risultati del progetto europeo CLARUS, coordinato dal Politecnico di Milano, rivelano un impatto potenziale senza precedenti. Grazie a piattaforme digitali avanzate e algoritmi predittivi, le industrie alimentari coinvolte nei test hanno registrato una riduzione delle emissioni di anidride carbonica fino al 9,5%. Non si tratta di teoria, ma di dati misurati presso aziende come il colosso europeo nel settore alimentare Ardo, dove l’ottimizzazione dei sistemi di refrigerazione ha permesso di tagliare drasticamente gli sprechi energetici.
Oltre all’impronta carbonica, la rivoluzione impatta sulla gestione dell’acqua, risorsa sempre più preziosa e scarseggiante. Il monitoraggio intelligente ha portato a un miglioramento dell’efficienza idrica del 21,6%, dimostrando come l’AI possa percepire e correggere ogni singola goccia sprecata lungo la filiera. Come sottolineato dai ricercatori del progetto, la chiave è il Green Deal Index, uno strumento che permette alle imprese di allineare i propri processi agli standard europei, trasformando i dati grezzi in strategie di sostenibilità verificabili.
L’innovazione si estende anche alla logistica e alla lotta allo spreco. L’uso di modelli di apprendimento automatico ha permesso, ad esempio, di ridurre dell’8,3% i tempi di trasporto delle materie prime, evitando il deterioramento dei prodotti.

Non solo rischi, con una governance adeguata l'AI può aumentare la sostenibilità in vari ambiti
Lo sostiene il rapporto Lombardia 2025 - Intelligenza Artificiale per…














