Intuit, la società statunitense proprietaria di prodotti come TurboTax, QuickBooks e Mailchimp, ha annunciato il licenziamento di circa 3.000 dipendenti in tutto il mondo, pari al 17% della sua forza lavoro globale.
La notizia è arrivata tramite un memo interno del CEO Sasan Goodarzi, che ha spiegato come la decisione serva a ridurre la complessità organizzativa e a concentrare le risorse sull’intelligenza artificiale. L’azienda ha firmato accordi pluriennali con Anthropic e OpenAI per integrare i loro modelli AI direttamente nei propri prodotti di finanza, contabilità e marketing e, al contempo, per rendere disponibili i servizi di Intuit all’interno di Claude e ChatGPT.
Le ragioni del taglio vanno oltre la semplice riduzione dei costi. Intuit ha dichiarato di voler eliminare i livelli gerarchici in eccesso, ridurre i ruoli ridondanti nati dall’integrazione ormai completata tra TurboTax e Credit Karma, e ridimensionare gli investimenti su Mailchimp per riallocare risorse verso le sue tre principali priorità di crescita. L’azienda stima di sostenere oneri tra i 300 e i 340 milioni di dollari legati alla ristrutturazione, principalmente nell’ultimo trimestre fiscale in chiusura il 31 luglio 2026. Le azioni di Intuit sono scese di quasi il 5% nella mattinata dell’annuncio, un segnale che gli investitori, pur scommettendo sull’AI, attendono ancora la prova che la scommessa pagherà davvero. Non è la prima volta, già nel 2024 l’azienda aveva tagliato il 10% del personale con motivazioni simili.
Il caso Intuit non è isolato, ma fa parte di una tendenza sempre più evidente nel settore tecnologico. Aziende come Amazon, Meta, Cisco, Microsoft e Oracle hanno licenziato migliaia di dipendenti, citando tutte la necessità di riorientare le spese verso progetti di AI. Secondo i dati di Layoffs.fyi, che monitora i tagli nell’industria tech, oltre 111.000 posizioni sono state eliminate in più di 140 aziende solo nel corso del 2026. Il paradosso, sottolineato da TechCrunch, è stridente, dal momento che tutte queste aziende hanno recentemente riportato ricavi e profitti in crescita, citando la forte domanda di prodotti e infrastrutture AI, e le loro quotazioni in borsa sono generalmente salite, mentre i loro dipendenti perdono il lavoro.
Parallelamente anche la banca britannica Standard Chartered ha annunciato dei tagli per motivazioni analoghe. L’istituto eliminerà infatti oltre 7.000 posti di lavoro nei prossimi quattro anni, nel tentativo di sostituire il “capitale umano di minor valore” con la tecnologia, diventando uno dei principali nomi nel settore finanziario ad adottare strategie di riduzione del personale basate sull’AI.

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