Una nuova ricerca scientifica pubblicata su ScienceDaily dall’università ebraica di Gerusalemme ha recentemente riacceso un dibattito sul rapporto tra intelligenza artificiale e cervello umano. Secondo lo studio il modo in cui il nostro cervello elabora il linguaggio presenta sorprendenti somiglianze con il funzionamento dei modelli linguistici AI alla base dello sviluppo dei chatbot.
In entrambi infatti la comprensione delle parole non si basa solo sul significato dei termini, ma soprattutto sulle relazioni e sui contesti in cui questi vengono utilizzati. Gli scienziati hanno osservato che, quando ascoltiamo o leggiamo una frase, il cervello attiva schemi predittivi molto simili a quelli attivati dall’AI ad esempio anticipando le parole successive e aggiornando continuamente le proprie ipotesi sul senso del discorso. Questo non significa che il cervello funzioni come un computer, ma che esistono principi comuni nell’elaborazione del linguaggio nonostante le enormi differenze biologiche e tecnologiche.
La scoperta apre ad importanti implicazioni. Da un lato può aiutare a comprendere meglio come nasce e si sviluppa il linguaggio umano e fornire anche un supporto nello studio di alcune patologie neurologiche, mentre dall’altro può offrire spunti preziosi per creare sistemi di AI più efficienti.
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