Jeff Dean lascia Google dopo 27 anni. Il chief scientist dell’azienda, uno degli architetti dell’infrastruttura AI moderna, ha annunciato il 5 agosto 2026 la co-fondazione di Discovery Loop, una startup il cui obiettivo è automatizzare i cicli sperimentali della ricerca scientifica. L’uscita è parte di una più ampia riorganizzazione della leadership AI di Google, e ha fatto scivolare il titolo Alphabet di circa il 4% in una sola seduta.
Dean non parte da solo. Con lui escono tre figure che hanno plasmato la ricerca AI degli ultimi vent’anni: Sanjay Ghemawat, Senior Fellow di Google e suo storico collaboratore sull’infrastruttura di calcolo distribuito; Oriol Vinyals, VP of Research a Google DeepMind e responsabile tecnico dei modelli Gemini; e Quoc Le, co-fondatore di Google Brain e autore del progetto AutoML-Zero. Quattro persone, un curriculum collettivo che copre MapReduce, Bigtable, TPU e buona parte dei fondamenti su cui girano i grandi modelli linguistici attuali.
Il piano industriale è preciso nella direzione, aperto nei dettagli. All’avvio Discovery Loop si concentrerà sull’automazione della ricerca nel machine learning, eseguendo e perfezionando migliaia di esperimenti in parallelo, senza che un ricercatore umano debba supervisionare ogni singolo ciclo. In una fase successiva, il raggio d’azione si allargherà verso il design hardware, la scoperta di farmaci e le sfide dell’energia pulita. Dean ha dichiarato al New York Times che l’ambizione è “automatizzare ciò che è sempre stato un processo profondamente umano” su una scala mai raggiunta prima.
Il round seed è guidato da Radical Ventures e Khosla Ventures, con la partecipazione di Lightspeed, Kleiner Perkins, Doerr Capital e Alphabet stessa. Google non si limita all’investimento: sarà Cloud partner della startup e fornirà potenza di calcolo per il primo anno di attività. La valutazione non è stata resa pubblica, il round non è ancora chiuso. Discovery Loop è strutturata come public benefit corporation — una forma giuridica che, almeno in teoria, consente di prendere decisioni non allineate al puro profitto. Dean l’ha detto esplicitamente: “Potremmo fare scelte che non sono necessariamente nell’interesse finanziario dell’azienda.” La struttura giuridica rende quella dichiarazione tecnicamente vincolante, a differenza di un normale mission statement.
L’annuncio è arrivato in tandem con un’altra mossa significativa. Demis Hassabis lascerà la guida operativa di Google DeepMind per diventarne chairman e chief scientist di Alphabet, continuando a guidare Isomorphic Labs. Al suo posto nella gestione dei modelli Gemini salirà Koray Kavukcuoglu, promosso a senior vice president. Google si ritrova dunque a dover riorganizzare la propria catena di comando AI nello stesso momento in cui cede quattro dei suoi ricercatori più influenti a un progetto esterno.
Discovery Loop dovrà ora dimostrare di essere qualcosa di più di un aggregato di talenti. Il settore dell’AI applicata alla scoperta di farmaci è affollato di concorrenti, e il design di chip richiede capitali e accordi con le fonderie che una startup — anche ben finanziata — non costruisce in pochi mesi. La struttura da public benefit corporation può attrarre ricercatori accademici diffidenti verso il modello commerciale puro, ma da sola non genera un vantaggio tecnico. Se Discovery Loop riuscirà davvero ad automatizzare il metodo scientifico su larga scala, cambierà il modo in cui si fa ricerca. Se non ci riuscirà, resterà nella storia come il momento in cui Google ha perso, in un colpo solo, gran parte del suo passato e del suo futuro nell’AI.














