I democratici statunitensi hanno presentato un disegno di legge per regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito militare, un tema che sta diventando sempre più urgente con l’avanzare delle tecnologie e dei conflitti bellici in corso sul pianeta.
Il Secure and Accountable Military AI Act, promosso dalla senatrice Kirsten Gillibrand, introduce limiti stringenti vietando l’impiego di AI per lanciare armi nucleari, condurre sorveglianza di massa sui cittadini USA o sviluppare sistemi d’arma completamente autonomi. Il testo, che sarà discusso nella prossima settimana, impone anche che ogni decisione ad alto rischio, come operazioni nucleari, bersagli letali o cyberattacchi, debba essere approvata da un funzionario di alto livello, garantendo un controllo umano costante e la possibilità di disattivare manualmente i sistemi AI fino al raggiungimento di una soglia di affidabilità ancora da definire.
La proposta arriva in un contesto di crescente diffidenza verso l’AI da parte dell’opinione pubblica statunitense, che secondo gli esperti potrebbe avere ripercussioni sulla sicurezza nazionale. Solo pochi mesi fa, il Dipartimento della Difesa USA era finito al centro di una polemica con l’azienda Anthropic, che aveva espresso forti riserve sull’uso militare delle sue tecnologie. Il disegno di legge di Gillibrand, che sarà integrato nel National Defense Authorization Act, il bilancio annuale della difesa, mira a colmare questo vuoto normativo, imponendo trasparenza e responsabilità in un settore dove l’innovazione tecnologica corre più veloce delle leggi.
Gli osservatori sottolineano che questa mossa segna un cambio di passo nella governance dell’AI militare, finora caratterizzata da linee guida volontarie e poco vincolanti. “L’intelligenza artificiale è un territorio inesplorato, soprattutto quando applicata a sistemi letali o decisioni critiche”, si legge in una nota diffusa dai promotori del disegno di legge. Mentre la discussione al Congresso si scalda, il Pentagono dovrà prepararsi a un controllo senza precedenti sull’uso di algoritmi che potrebbero decidere, in futuro, il destino di milioni di persone.

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