Il 2 aprile 2026 Google DeepMind ha lanciato Gemma 4, la nuova famiglia di modelli di intelligenza artificiale open-source costruita sulle stesse fondamenta tecnologiche di Gemini 3, il fiore all’occhiello proprietario dell’azienda. Gemma 4 è disponibile in quattro varianti di dimensione: E2B, E4B, 26B e 31B, pensate per coprire scenari radicalmente diversi, dal telefono in tasca ai server aziendali. La novità più dirompente, però, non riguarda le prestazioni. Infatti, per la prima volta nella storia della famiglia Gemma, Google distribuisce i modelli sotto licenza Apache 2.0, eliminando ogni restrizione all’uso commerciale.
Sul piano tecnico, il modello da 31 miliardi di parametri occupa attualmente la terza posizione tra i modelli open mondiali nella classifica Arena AI, battendo modelli fino a venti volte più grandi. Su GPQA Diamond, il benchmark di ragionamento scientifico a livello universitario, il 31B in modalità reasoning raggiunge l’85,7%. Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, ha definito Gemma 4 “i migliori modelli open al mondo per le rispettive dimensioni”. Tutti i modelli supportano testo, immagini e audio, con finestre di contesto fino a 256.000 token e supporto nativo per oltre 140 lingue.
L’ambizione di Google va però ben oltre i laboratori di ricerca. I modelli E2B ed E4B sono fino a quattro volte più veloci rispetto alle versioni precedenti e consumano il 60% in meno di batteria, rendendoli adatti a girare direttamente sugli smartphone. Google ha confermato che Gemini Nano 4, il modello on-device destinato ai telefoni Pixel, sarà basato proprio su queste due varianti. Il cambio di licenza, unito a prestazioni da fascia alta in taglie compatte, segnala una strategia precisa, che consiste nel riconquistare la fiducia degli sviluppatori e sfidare apertamente Meta, con Llama, e Alibaba, con Qwen, nella corsa all’AI aperta.

Google permette agli utenti di importare chat e memoria da altri chatbot su Gemini
Anthropic aveva fatto lo stesso solo qualche settimana fa














