Google ha lanciato una funzione inedita per il suo assistente di intelligenza artificiale Gemini. Chiunque abbia utilizzato altri chatbot concorrenti in passato ora potrà trasferire quella storia, quei contesti e quelle preferenze direttamente nel chatbot di Mountain View.
L’azienda ha anche formulato un messaggio esplicito per invogliare i clienti ad utilizzare la sua AI: “Moving to Gemini just got incredibly simple. Bring your memories, preferences and chat history from other AI apps to Gemini, so you can pick up right where you left off without starting over” ha scritto Maryam Sanglaji, Group Product Manager dell’app Gemini.
Lo strumento funziona in due modi distinti. Il primo, Importing Chats, permette di esportare l’intera cronologia da ChatGPT o Claude come file ZIP e caricarla su un portale dedicato. Con questa modalità il sistema accetta fino a cinque file al giorno con un limite di 5 GB ciascuno, e le conversazioni importate compaiono nella barra laterale di Gemini con un’icona specifica. Il secondo, Importing Memory, è pensato per trasferire preferenze e contesto personale. Qui Gemini fornisce un prompt da incollare nel vecchio chatbot, che genera un riassunto del profilo dell’utente, poi copiato in Gemini.
La mossa arriva tre settimane dopo che Anthropic ha lanciato uno strumento simile per Claude, segnalando una vera e propria corsa alla portabilità dei dati tra i grandi attori dell’AI. Secondo stime recenti, Gemini ha superato i 750 milioni di utenti mensili attivi, avvicinandosi ai circa 810 milioni di ChatGPT. Al momento la funzione non è ancora disponibile per gli utenti nell’Area Economica Europea, in Svizzera e nel Regno Unito, probabilmente per via delle normative locali sulla privacy.

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