Oracle ha annunciato un ambizioso piano di finanziamento per raccogliere fino a 50 miliardi di dollari destinato all’espansione delle sue infrastrutture cloud e di intelligenza artificiale. La notizia ha generato inizialmente entusiasmo fra gli investitori portando ad un aumento del valore azionario del 2,5% nelle contrattazioni successive all’annuncio.
Sucessivamente però il titolo è sceso perché i mercati hanno accolto con scetticismo quella che l’azienda definisce una “scommessa strategica sul futuro” e le azioni dell’azienda erano temporaneamente crollate del 4% circa, temendo che l’enorme esborso possa pesare sui bilanci senza garantire ritorni immediati. Secondo alcuni, gli investitori temono che Oracle stia reagendo in ritardo alla competizione nel settore cloud, dominato da rivali come Amazon Web Services e Microsoft Azure. Altri sottolineano invece come il mercato stia punendo tutte le aziende tech che annunciano spese massicce in AI, riflettendo una crescente preoccupazione sulla sostenibilità di questi investimenti e sul possibile scoppio della bolla che caratterizza il mercato.
Il piano prevede la costruzione di nuovi data center e l’acquisizione di chip avanzati per l’AI. Oracle punta a consolidare la propria posizione nel mercato enterprise, dove mantiene ancora una forte presenza grazie ai suoi database tradizionali. La vera sfida sarà convincere gli investitori che questo massiccio investimento si tradurrà in crescita concreta e non in un semplice inseguimento dei concorrenti con conseguente aumento del debito.

Bolla AI, con il crollo di Oracle e Broadcom si torna a temere. Ma fra gli investitori prevale l'ottimismo
Il crollo dei titoli tecnologici nella parte finale della settimana…













