Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha detto ad alta voce ciò che molti nel settore tecnologico pensano sottovoce: le aziende che vendono software in abbonamento — quelle che si chiamano SaaS, cioè “Software as a Service” — potrebbero fallire se non cambiano rotta integrando l’intelligenza artificiale nei loro prodotti. Le parole sono arrivate il 5 maggio durante “The Briefing: Financial Services”, evento organizzato da Anthropic a New York, alla presenza del giornalista finanziario Andrew Ross Sorkin e di Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase.
Andrew Ross Sorkin aveva rivolto la domanda prima a Dimon, poi ad Amodei: cosa succederà alle aziende software con l’avanzare dell’AI? La risposta di Amodei è stata diretta. «Penso che sia molto possibile per le singole aziende SaaS perdere valore di mercato, fallire, andare completamente a pezzi — ma dipende da come reagiscono», ha detto. Il cuore del problema, secondo lui, sta nel vantaggio competitivo su cui molte di queste società hanno costruito la propria posizione di mercato per anni: la complessità del codice che producono. Scrivere software elaborato era costoso e difficile, e questo teneva i concorrenti a distanza. Con l’AI generativa, quella barriera si sta sgretolando rapidamente. «Penso che se il tuo vantaggio è che il nostro software è complesso e difficile da scrivere… penso che stia sparendo», ha aggiunto.
Non si tratta solo di un’opinione astratta. ServiceNow ha perso il 39% in borsa dall’inizio dell’anno, Snowflake il 35%, Thomson Reuters il 28%. Questi numeri non sono direttamente imputabili alle parole di Amodei — le pressioni sul settore SaaS vengono da più direzioni — ma fotografano un clima di incertezza reale. Nel frattempo, Anthropic ha annunciato all’evento il lancio di dieci agenti AI dedicati ai servizi finanziari, progettati per automatizzare attività come la preparazione di documenti di offerta, l’analisi di bilanci, la riconciliazione contabile e lo screening antiriciclaggio. Claude Opus 4.7, il modello alla base di questi agenti, guida il benchmark di riferimento per agenti finanziari con un punteggio del 64,4%. Il messaggio è chiaro: Anthropic non si limita a prevedere il cambiamento, lo sta costruendo attivamente e lo sta vendendo alle banche.
Amodei ha condiviso anche un dato sulla crescita di Anthropic che ha colpito la sala: l’azienda prevedeva una crescita del fatturato di 10 volte in un certo periodo, ma ha registrato una crescita annualizzata di 80 volte in un solo trimestre. Circa il 40% dei primi 50 clienti della società sono già istituti finanziari, tra cui Goldman Sachs, Visa, Citi, AIG e Citadel. L’evento ha anche segnato la prima apparizione in pubblico di Amodei e Dimon sullo stesso palco. JPMorgan è diventata partner di Anthropic e Dimon, parlando da testimonial d’eccezione, ha raccontato di aver usato Claude Code nel weekend per costruire un pannello di analisi finanziaria in venti minuti.
Non tutti però condividono la visione catastrofista. Diversi analisti del settore sostengono che la traiettoria più probabile per le aziende SaaS sia quella dell’integrazione, non della resa. Microsoft ha già incorporato il suo assistente AI Copilot nell’intera suite Microsoft 365, e Google ha fatto lo stesso con Gemini in Google Workspace. Le grandi piattaforme stanno assorbendo l’AI dall’interno. La distinzione che emerge è tra chi ha capito in tempo che il vantaggio competitivo si è spostato — e si sta muovendo — e chi continua a fare business come prima, convinto che la complessità tecnica del proprio prodotto basti ancora a proteggerlo. Secondo Amodei, sono questi ultimi a rischiare davvero. E la finestra per cambiare, in un settore che si muove alla velocità attuale, si chiude prima di quanto si pensi.

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