AI Euphoria, lo sport punta sull’innovazione: ricavi a 60 miliardi entro il 2034

Il Nord America domina la classifica con il 35% delle entrate complessive, seconda l’Europa con il 24% e terza l’Asia (22%)

Sport 17 lug 2025

4 min.

AI Euphoria, lo sport punta sull’innovazione: ricavi a 60 miliardi entro il 2034

Nel giro di nove anni, il mercato dell’intelligenza artificiale applicata allo sport potrebbe quintuplicare, spingendo il fatturato mondiale da poco più di 10 miliardi di euro attesi a fine 2025 fino a sfiorare quota 60 miliardi nel 2034.

È quanto emerge dall’ultima proiezione di Precedence Research, che fotografa un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 21% e conferma la “AI Euphoria” di cui parlano addetti ai lavori e analisti. Un filo conduttore che emerge chiaramente da una recente analisi condotta da Espresso Communication per conto di Vero Volley.

Europa seconda, tra calcio e partnership

Il Nord America domina la classifica con il 35% delle entrate complessive, merito di campionati pionieristici come NFL, NBA e MLB. Al secondo posto si colloca l’Europa con il 24%, sospinta dall’apertura dei principali tornei calcistici verso le soluzioni hi‑tech e da un solido network di partnership tra club, università e centri di ricerca. Chiude il podio l’Asia con il 22%, trainata dagli investimenti mirati di Cina, Giappone e Corea del Sud.

Intelligenza artificiale e sport: discipline e casi d’uso

Nel calcio, il Liverpool – riferisce la BBC – impiega piattaforme dedicate per elaborare schemi su palla inattiva. Il basket NBA sta perfezionando un sistema che restituisce in breve tempo tutte le riprese di una partita, così da individuare le cause di infortuni sempre più frequenti come la rottura del tendine d’Achille, come spiegato da Basketball Network.

Sul versante italiano, il consorzio Vero Volley ha siglato un accordo con K‑Sport per introdurre sensori di ultima generazione che tengono sotto controllo carichi e performance della prima squadra maschile, riducendo il rischio di stop da sovraccarico.

Nel tennis, in vista di Wimbledon, un assistente AI interattivo ha offerto statistiche in tempo reale ai tifosi, secondo UK Tech News. Anche l’hockey si adegua: i San Jose Sharks, racconta Tech Informed, analizzano pattern offensivi e difensivi con algoritmi che misurano l’efficienza di ogni schema, consentendo agli allenatori di ottimizzare tattiche e rotazioni.

La parola ai protagonisti

Gianpaolo-Martire_Vero-Volley

“L’AI è il nostro futuro, ma è anche il nostro presente e, in quanto professionisti del settore, siamo chiamati ad integrarla nella quotidianità per restare al passo con le nuove esigenze del mercato”, afferma Gianpaolo Martire, Responsabile Marketing di Vero Volley. Martire parla di una vera e propria ondata di entusiasmo: “Oggi, se pensi e parli dell’intelligenza artificiale non si può intendere solo ed esclusivamente una tecnologia dirompente, ma una vera e propria onda di eccitazione che sta influenzando tutte le principali industrie globali, tra cui anche quella prettamente sportiva. Arrivati a questo punto lo scenario generale può essere descritto con il termine ‘AI Euphoria’. Praticamente tutte le discipline sportive più praticate al mondo vedono nell’AI un alleato capace di migliorare presente e futuro. Come in tutti i casi di cambiamenti epocali o di avvento di strumenti disruptive il mio consiglio, però, è quello di informarsi, formarsi e di adattare le tecnologie realmente necessarie al conseguimento di uno scopo aziendale”.

Il consorzio ha esaminato cento esempi internazionali di integrazione dell’AI in ambito sportivo e ha riportato i risultati dell’indagine in occasione dell’ultima edizione dell’AI Festival. In quasi un caso su tre (29%) l’AI serve a costruire programmi di allenamento personalizzati, mentre i campionati che mostrano il maggior fervore sono NFL, NHL e Major League Soccer.

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Anche Francesco Elmi, AI Expert, ne evidenzia le ricadute multidisciplinari: “L’AI è una culla di opportunità. L’unica cosa che ci può dividere o allontanare da essa è il coraggio di osare perché le potenzialità messe a disposizione sono davvero innumerevoli. In primo luogo, in ottica medicina sportiva. Infatti, avatar e assistenti virtuali di ultima generazione possono velocizzare i processi di analisi, scansionando gli atleti nel vero senso della parola. In questo modo, in supporto a medici e operatori del settore in carne ed ossa, potremo, anzi possiamo scovare con anticipo eventuali problematiche e salvaguardare il benessere e la vita degli atleti. Ma non è tutto perché l’AI funge anche da ponte inclusivo’, supportando, ad esempio, a 360° i ragazzi sordi che vogliono mettersi in gioco e approcciare una nuova disciplina”.


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