In un’audace mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri tecnologici globali, il presidente della Corea del Sud Lee Jae-myung ha ospitato a San Francisco un vertice sull’intelligenza artificiale senza precedenti, riunendo i vertici di Nvidia, OpenAI e circa cento startup locali. L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasformare il Paese asiatico nel nuovo cuore pulsante dell’AI, non solo come mercato di consumo, ma come vero e proprio laboratorio globale per lo sviluppo e l’implementazione delle tecnologie più avanzate.
Durante il summit, Lee ha sottolineato come la Corea del Sud sia pronta a guidare una nuova era dell’AI, non in solitudine, ma in partnership strategica con le grandi aziende tecnologiche mondiali. “Vogliamo aprire una stagione in cui la Corea del Sud non sarà più solo un follower, ma un protagonista attivo nel definire il futuro dell’AI” ha dichiarato il presidente, aggiungendo che il Paese metterà a disposizione la propria “dinamica capacità di innovazione e una forza lavoro altamente specializzata” per attrarre investimenti e collaborazioni internazionali.
La visione di Lee non si limita a parole. Secondo quanto riportato da più fonti, tra cui Nikkei Asia e Reuters, la Corea del Sud intende lanciare tre grandi progetti per consolidare la propria posizione nel settore.
Un polo di ricerca e sviluppo che funga da ponte tra Asia e Occidente, attirando talenti da tutto il mondo e accelerando la commercializzazione di soluzioni AI avanzate. Poi, un’infrastruttura cloud nazionale potenziata, per ridurre la dipendenza da provider stranieri e garantire sicurezza e controllo sui dati. Infine, una politica di incentivi fiscali e finanziamenti pubblici per le startup locali, con l’obiettivo di creare un ecosistema competitivo in grado di competere con Stati Uniti e Cina.
“La Corea del Sud ha tutte le carte in regola per diventare un hub globale dell’AI” ha commentato Kim Hyun-jung, analista del Korea Development Institute, in un’intervista a Yonhap News. “Il Paese vanta una delle connessioni internet più veloci al mondo, una popolazione giovane e tecnologicamente avanzata, e un governo che sta investendo massicciamente in questo settore”.
La presenza di Jensen Huang, CEO di Nvidia, e di Sam Altman, fondatore di OpenAI, al vertice non è casuale. Entrambi hanno più volte sottolineato l’importanza della Corea del Sud come ponte tra Est e Ovest nel settore tecnologico. Nvidia, in particolare, ha già annunciato piani per ampliare i propri data center nel Paese e collaborare con università e aziende locali nello sviluppo di chip e sistemi AI di nuova generazione. “La Corea del Sud è un partner strategico per Nvidia” ha dichiarato Huang durante il suo intervento. “Il Paese ha una cultura dell’innovazione che si sposa perfettamente con la nostra visione di democratizzare l’accesso all’AI”.
Anche OpenAI sembra intenzionata a investire in modo significativo. Secondo Bloomberg, l’azienda starebbe valutando la possibilità di aprire un centro di ricerca a Seoul, in collaborazione con il governo coreano, per sviluppare modelli linguistici avanzati e soluzioni AI per il mercato asiatico.
Il vertice di San Francisco non si è limitato a discutere di tecnologia. Lee ha infatti sottolineato come l’AI sia solo uno dei pilastri di una strategia più ampia che include anche semiconductor, robotica e biotecnologie. “Non stiamo puntando tutto su un solo settore, ma vogliamo costruire un ecosistema integrato in cui l’AI sia il collante che unisce tutto il resto” ha spiegato il presidente.
Tra i risultati concreti emersi dal summit, spicca anche l’annuncio di accordi commerciali per oltre 950 miliardi di dollari tra aziende sudcoreane come Samsung Electronics e SK Group e partner internazionali. Questi investimenti copriranno non solo lo sviluppo di chip e hardware, ma anche la creazione di piattaforme cloud sicure e sistemi di cybersecurity avanzati, fondamentali per garantire la sovranità digitale della Corea del Sud. Inoltre, Samsung Electronics ha dichiarato di aver firmato un memorandum d’intesa con Broadcom che copre fino a 200 miliardi di dollari tra chip di memoria, servizi di fonderia e packaging avanzato.
Nonostante l’ottimismo, non mancano le critiche. Alcuni esperti, come Lee Min-ho, professore di ingegneria all’Università Nazionale di Seoul, hanno evidenziato come la Corea del Sud debba ancora affrontare alcune sfide strutturali.
La dipendenza dalle importazioni di semiconduttori avanzati, soprattutto dagli Stati Uniti e dal Giappone, rimane un tallone d’Achille. Poi c’è la necessità di una regolamentazione chiara sull’uso dell’AI, per evitare abusi e garantire la privacy dei cittadini. Infine, la competizione agguerrita con Cina e Stati Uniti, che già dominano il mercato globale dell’AI, rappresenta un ostacolo non da poco. “Il governo sta facendo la sua parte, ma il vero test sarà vedere se le promesse si tradurranno in risultati concreti” ha dichiarato Lee Min-ho a The Korea Herald. “Dobbiamo evitare che questo diventi solo un’operazione di facciata”.
La mossa della Corea del Sud potrebbe ispirare anche l’Europa, che da anni cerca di ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti e dalla Cina. “Se la Corea del Sud ci riesce, potrebbe diventare un modello per altri Paesi che vogliono costruire un proprio ecosistema AI” ha commentato Annalisa Magone, direttrice del Centro Studi sull’Innovazione dell’Università di Torino.
Se il piano della Corea del Sud andrà in porto, il settore dell’AI potrebbe vedere una redistribuzione dei poteri globali. Fino ad oggi, Stati Uniti e Cina hanno dominato la scena, con aziende come Google, Microsoft, Baidu e Huawei in prima linea. La Corea del Sud, con il suo approccio ibrido — che unisce innovazione privata, investimenti pubblici e collaborazione internazionale — potrebbe inserirsi come terzo polo, capace di attrarre sia capitali statunitensi che talenti asiatici.
“Non sarà facile, ma se ci riusciranno, avremo un nuovo attore che cambierà le regole del gioco” ha dichiarato Thomas Friedman, editorialista del New York Times, in un recente articolo. Nei prossimi mesi, la Corea del Sud presenterà un piano dettagliato con obiettivi, tempistiche e risorse stanziate. Intanto, il vertice di San Francisco ha già dato i suoi primi frutti: Nokia e Samsung hanno annunciato una partnership per sviluppare reti 6G, fondamentali per supportare le future applicazioni dell’AI. “Quello che stiamo vedendo è solo l’inizio” ha dichiarato Lee Jae-myung in chiusura del summit. “La Corea del Sud non vuole essere una potenza dell’AI per caso, ma per scelta consapevole”.

Corea del Sud, boom dei chip AI: crescita al 3% e record in cinque anni
Per trasformare questo slancio congiunturale in una crescita strutturale duratura,…














