La Corea del Sud ha annunciato uno dei piani di investimento industriale più ambiziosi della sua storia. Il ministro della Scienza Bae Kyung-hoon ha dichiarato che entro il 2035 il Paese costruirà nuovi data center per l’intelligenza artificiale con una capacità aggiuntiva di 10 gigawatt, portando la capacità complessiva nazionale a 18,4 GW e il valore totale degli investimenti a oltre 1.000 trilioni di won.
Al cambio attuale, si tratta di circa 650 miliardi di dollari, una cifra che supera il PIL annuale di molti Paesi europei. Il presidente Lee Jae Myung ha presieduto un evento nazionale denominato grande balzo in avanti, in cui sono stati presentati tre mega-progetti che coprono semiconduttori, data center per l’AI e AI fisica, inclusa la robotica.
Il piano non è solo governativo, ma un’operazione coordinata tra Stato e grandi conglomerati industriali. Samsung Electronics e SK Hynix investiranno 800 trilioni di won per realizzare un nuovo polo di semiconduttori nella regione sud-occidentale del Paese, mentre SK Group, GS Group e Naver destineranno 550 trilioni di won ai data center per l’AI, con l’obiettivo di raggiungere una capacità iniziale di 8,4 GW e poi espanderla fino a 18,4 GW entro il 2035. A questi si aggiunge anche il capitale straniero. Amazon Web Services ha infatti annunciato un impegno aggiuntivo di circa 7 trilioni di won, pari a 4,9 miliardi di dollari, destinati specificamente ai data center in Corea del Sud tra il 2025 e il 2031.
Non mancano, però, le preoccupazioni. L’industria dei semiconduttori ha una lunga storia di grandi espansioni seguite da dolorose correzioni quando la domanda non si materializza come previsto, e la rete elettrica sudcoreana non è stata progettata per reggere questo tipo di domanda industriale concentrata. Il governo ha promesso di garantire forniture adeguate di elettricità e acqua industriale, e di potenziare le infrastrutture energetiche intorno ai principali cluster tecnologici.
Sul piano geopolitico, la mossa di Seul si inserisce in una corsa globale alle infrastrutture AI che vede protagonisti Stati Uniti, Cina ed Europa, con la Corea del Sud determinata a non restare ai margini di una trasformazione che ridisegnerà gli equilibri economici e tecnologici del prossimo decennio.
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