Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha chiesto ai diplomatici USA di smentire con forza le voci su un presunto “kill switch” (interruttore di emergenza) che permetterebbe agli USA di disattivare a distanza i propri prodotti tecnologici all’estero. La mossa arriva dopo la decisione temporanea della Casa Bianca di bloccare l’accesso agli stranieri ai modelli di AI più avanzati, come Mythos e Fable di Anthropic, per motivi di sicurezza nazionale. La misura, adottata il 12 giugno, aveva scatenato un terremoto geopolitico, spingendo aziende asiatiche a promuovere alternative locali e l’Europa a rincarare la dose sulla “sovranità digitale“.
In un cavo diplomatico del 16 luglio, Rubio ha fornito ai funzionari statunitensi punti di discussione precisi per contrastare questa narrazione. “Pausare usi specifici o richiedere un periodo di test di 30 giorni prima del rilascio di una tecnologia non è un ‘kill switch‘”, si legge nel documento. “Non esiste un pulsante magico del governo. Questa narrazione è esagerata e non coglie le sfumature della politica tecnologica USA“. Il messaggio invita anche a combattere le iniziative di “sovranità digitale“, definite come tentativi di limitare l’accesso delle aziende USA ai mercati esteri o imporre regole locali su temi come la moderazione dei contenuti.
La decisione di bloccare l’accesso ai modelli di Anthropic era stata immediatamente criticata da esponenti del settore tech in Asia e Europa. Alcuni CEO asiatici hanno colto l’occasione per promuovere soluzioni alternative, mentre i legislatori europei hanno sottolineato la necessità di ridurre la dipendenza dagli USA in ambito tecnologico. Secondo l’International Association of Privacy Professionals, il caso Anthropic non è un problema di “kill switch“, ma di governance e sicurezza, una sfida che è stata travestita da alcuni come una crisi di sovranità.
Rubio non è nuovo a questo tipo di istruzioni. Già all’inizio del 2026, aveva chiesto ai diplomatici di opporsi a misure simili che miravano a proteggere i dati nazionali a scapito delle aziende USA. Il suo obiettivo ora è stabilizzare la fiducia nei partner internazionali, assicurando che gli USA non hanno intenzione di usare la tecnologia come arma geopolitica. Tuttavia, gli esperti restano scettici. Secondo un analista citato da The News, le tattiche coercitive dell’amministrazione Trump, come l’uso di dazi e sanzioni, rendono difficile credere a una politica tecnologica totalmente trasparente e collaborativa.
Nel frattempo, Anthropic ha sospeso l’accesso globale ai suoi modelli più avanzati, una mossa che ha colpito duramente aziende e governi che facevano affidamento su queste tecnologie. La Commissione Europea ha già avviato colloqui con Washington per trovare una soluzione, ma il caso è diventato un caso di studio su come la dipendenza tecnologica possa essere usata come leva di pressione.
La situazione rimane in rapida evoluzione, con i diplomatici USA chiamati a difendere la posizione di Rubio in tutto il mondo. La sfida è duplice: da un lato tranquillizzare gli alleati, dall’altro evitare che la narrazione del “kill switch” prenda piede, rischiando di minare la fiducia nel settore tech USA.

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