Anthropic ha lanciato Claude Science, un ambiente di lavoro AI pensato per i ricercatori nel settore farmaceutico e biomedico, e ha annunciato in parallelo un programma interno di scoperta di farmaci focalizzato sulle cosiddette malattie neglette — quelle che il mercato tradizionale considera poco redditizie. L’annuncio è arrivato il 30 giugno 2026 durante un evento a San Francisco, ed è accompagnato da numeri finanziari che raccontano di un’azienda in rapida ascesa.
Claude Science è attualmente in fase beta, disponibile per gli utenti Pro, Max, Team ed Enterprise su macOS e Linux. Non è un chatbot generico adattato alla scienza: la piattaforma unifica in un unico ambiente strumenti frammentati come PubMed, Jupyter e R, e si connette nativamente a oltre 60 database scientifici e modelli specializzati. Copre genomica, biologia strutturale, proteomica e cheminformatica, con funzioni che includono la progettazione di esperimenti CRISPR, l’analisi di sequenziamento RNA a singola cellula e la generazione di strutture proteiche tridimensionali. Il sistema tiene traccia completa di ogni risultato prodotto, rendendo il lavoro riproducibile da altri ricercatori dello stesso team — un requisito non negoziabile nella ricerca scientifica seria. Anthropic offre anche fino a 30.000 dollari in crediti di calcolo per progetti biomedici selezionati.
La mossa si inserisce in una strategia costruita per gradi. A ottobre 2025 era arrivato Claude for Life Sciences, con connettori a piattaforme come Benchling e ClinicalTrials.gov. Ad aprile 2026, l’acquisizione di Coefficient Bio per circa 400 milioni di dollari aveva portato in casa competenze dirette di ricerca e sviluppo farmaceutico. A maggio 2026, l’accordo con Bristol Myers Squibb ha esteso Claude a oltre 30.000 dipendenti dell’azienda. Eric Kauderer-Abrams, responsabile del settore life sciences di Anthropic, è diretto sul perché di tutto questo: per costruire prodotti utili all’industria, l’azienda vuole fare esperienza diretta sul campo, non limitarsi a fornire strumenti dall’esterno.
Il programma drug discovery interno punta esplicitamente sulle aree che la grande farmaceutica ignora. Secondo un portavoce, Anthropic — in quanto public benefit company — può scegliere programmi basati sul beneficio per i pazienti, compresi quelli che il mercato commerciale trascura. È una posizione coerente con la narrativa dell’azienda, che da sempre si presenta come un laboratorio orientato alla sicurezza e all’utilità pubblica. Il settore AI nella life science valeva circa 17 miliardi di dollari nel 2025 e secondo le stime di Foley Hoag potrebbe raggiungere i 69 miliardi entro il 2031. I flussi commerciali lo confermano: tra il 2024 e il 2025, il valore totale delle partnership AI nel pharma è cresciuto del 120% su base annua. OpenAI ha siglato accordi con Novo Nordisk, Eli Lilly, Moderna e Sanofi. Google DeepMind ha AlphaFold. Microsoft collabora con Mayo Clinic. Anthropic ha risposto costruendo una filiera verticale propria, dall’infrastruttura fino alla ricerca applicata.
Sullo sfondo, i mercati secondari assegnano ad Anthropic una valutazione implicita di 1.200 miliardi di dollari, con un aumento del 550% rispetto a un anno fa. La cifra supera OpenAI, ferma a circa 908 miliardi sulle stesse piattaforme. Il dato va letto con cautela: quasi nessuno vende, e la scarsità di titoli disponibili gonfia il prezzo per conto suo. Il CEO di Rainmaker Securities ha detto senza giri di parole che le transazioni raramente si chiudono perché nessuno è disposto a cedere le proprie quote. Anthropic ha depositato in forma riservata la documentazione per la quotazione in borsa — l’IPO è atteso entro fine 2026. Quando quel momento arriverà, il prezzo dovrà reggere l’incontro con venditori liberi di uscire. Sarà il banco di prova definitivo per capire quanto di quella valutazione sia solidità e quanto sia attesa.














