Il 7 aprile 2026, la storica frana di Petacciato (attiva da decenni a momenti alterni) in Molise, si è riattivata con ripercussioni sia a livello locale che nazionale, determinando l’interruzione dell’autostrada A14 e della ferrovia adriatica, con diversi edifici evacuati per precauzione. Il presidente della Regione Molise ha parlato di una situazione che “divide il Paese in due“, mentre il capo della Protezione Civile ha avvertito che i tempi di ripristino potrebbero essere di settimane, se non mesi, dato un fronte franoso lungo quattro chilometri.
Parallelamente alla calamità, su Facebook e nei gruppi WhatsApp hanno iniziato a circolare, con viralità preoccupante, immagini che mostrano scenari da Day After: voragini innaturali, palazzi inghiottiti da abissi digitali, scenari di distruzione totale. La più condivisa ritrae un’autostrada collassata, la ferrovia sospesa nel vuoto con un Frecciarossa fermo sopra una voragine, elicotteri e ambulanze ovunque. Si è scoperto però che l’immagine è stata creata con l’intelligenza artificiale e non rappresenta alcun evento reale.
Le immagini reali della frana, al contrario, mostrano ben altro: binari deformati, crepe trasversali sull’asfalto, i segni di un movimento del suolo lento ma inesorabile. Nessun crollo spettacolare, nessuna voragine da film catastrofico. La bufala ha raccolto migliaia di condivisioni in poche ore, seminando panico su feriti e dispersi inesistenti, e spingendo le autorità a intervenire pubblicamente per chiedere di non diffondere foto false. Un invito ragionevole, ma che arriva sempre un passo indietro rispetto alla velocità con cui il falso si propaga.

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