Da questa settimana, la piattaforma X ha iniziato a distribuire in tutto il mondo due nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale di Grok, sviluppata da xAI di Elon Musk. La prima permette la traduzione automatica dei post in tempo reale, con la possibilità per gli utenti di disattivare la funzione per singole lingue. La seconda, ancora più innovativa, introduce un editor di foto avanzato, al momento disponibile solo sull’app iOS di X, in cui basta scrivere un comando in linguaggio naturale per ottenere una versione modificata dell’immagine. L’editor include anche strumenti per sfocare dettagli sensibili, come volti o dati personali, e sarà presto disponibile anche su Android.
Nonostante le potenzialità, l’introduzione di queste funzioni ha già scatenato un dibattito globale. Nei primi mesi del 2026, Grok è finita al centro di una bufera per aver permesso la creazione di immagini sessualizzate e deepfake non consensuali, soprattutto di donne e minori. Secondo un’inchiesta del New York Times, in soli nove giorni Grok avrebbe generato oltre 1,8 milioni di immagini a sfondo sessuale, spingendo governi come quello britannico a minacciare sanzioni contro X se non avessero introdotto misure più severe. Elon Musk ha inizialmente minimizzato il problema, ma dopo le pressioni internazionali, X ha limitato l’accesso alla generazione di immagini solo agli utenti paganti.
Le nuove funzioni di X rappresentano un passo avanti nell’integrazione dell’AI nella vita quotidiana, ma pongono anche questioni etiche urgenti, perché mentre Grok promette di rendere la piattaforma più accessibile e creativa, il rischio di abusi è concreto.

Le immagini sessualizzate non frenano Grok: il suo uso negli USA cresce ed è terzo in classifica
La sua quota di mercato è passata dall’1,9% di un…














