USA, un’AI del Pentagono sarà utilizzata per stabilire i prezzi dei minerali critici

La mossa serve all'amministrazione Trump per contrastare le pratiche commerciali sleali della Cina che controlla circa il 70% dell'estrazione mondiale di terre rare

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USA, un’AI del Pentagono sarà utilizzata per stabilire i prezzi dei minerali critici

L’amministrazione Trump si prepara a sferrare una mossa inedita nella guerra commerciale con la Cina. Un sistema di intelligenza artificiale sviluppato dal Dipartimento della difesa sarà utilizzato per fissare i prezzi di riferimento dei minerali critici. Il programma si chiama OPEN, acronimo di Open Price Exploration for National Security, e nasce nel 2023 sotto l’egida della DARPA, l’agenzia del Pentagono dedicata alla ricerca avanzata. La sua missione è calcolare quanto dovrebbe costare un metallo, tenendo conto di tutti i costi reali di estrazione e lavorazione, ed escludendo le distorsioni provocate dal dumping cinese. Il dumping è una pratica commerciale sleale in cui un’impresa esporta beni in un altro paese a un prezzo inferiore a quello di vendita nel mercato interno. I minerali nel mirino, almeno in una prima fase, sono germanio, gallio, antimonio e tungsteno, tutti materiali fondamentali per chip, radar, batterie e sistemi d’arma.

La Cina controlla circa il 70% dell’estrazione mondiale di terre rare e il 90% della loro lavorazione, e negli ultimi anni ha sfruttato questo dominio per vendere sottocosto e spingere fuori mercato i concorrenti occidentali. Come ha dichiarato il vicepresidente USA JD Vance a una conferenza con 50 paesi riuniti a Washington, “molti di noi hanno imparato a proprie spese quanto le nostre economie dipendano da questi minerali critici“. Parallelamente, Trump ha già annunciato Project Vault, una riserva strategica nazionale di minerali critici da 12 miliardi di dollari a cui hanno aderito colossi come GM, Boeing e Google.

Non mancano tuttavia delle perplessità. Nathaniel Horadam, ex funzionario del Dipartimento dell’energia, avverte: “Si può provare a fissare qualcosa che si avvicini a un prezzo minimo, ma le barriere commerciali non garantiranno un vero prezzo minimo perché più produttori continueranno a competere”. La sfida, insomma, è enorme, e usare l’AI per riscrivere le regole di un mercato globale dominato da Pechino potrebbe tradursi in un’ambizione sperimentale tanto quanto rischiosa.


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