Secondo gli scienziati del MIT l’utilizzo di AI riduce l’attività cerebrale

Lo studio del MIT dimostra come fare affidamento a chatbot AI durante la stesura di un testo scritto comporti dei rischi generalizzati per l'apprendimento

3 min.

Secondo gli scienziati del MIT l’utilizzo di AI riduce l’attività cerebrale

Un frequente ed ampio utilizzo di chatbot di intelligenza artificiale nell’ambito della redazione di un testo scritto causa una riduzione significativa dell’attività cerebrale e una minore capacità di memorizzazione. È la conclusione contenuta all’interno di uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology per comprendere come l’utilizzo dei chatbot influenzi l’attività del cervello umano.

I temi trattati all’interno dell’articolo

Lo studio

Il team di ricercatori, coordinato dalla dottoressa Nataliya Kosmyna, ha sottoposto alcuni studenti ad elettroencefalogramma prima di chiedere loro di scrivere un saggio in venti minuti di tempo. Gli studenti sono stati suddivisi in tre gruppi a seconda degli strumenti a disposizione con cui avrebbero potuto scrivere il testo. Un primo gruppo ha scritto senza alcun aiuto esterno, un secondo potendo utilizzare un motore di ricerca mentre ad un terzo è stato chiesto di scrivere con l’assistenza del modello GPT-4o di OpenAI.

I risultati

I risultati dello studio devono ancora essere sottoposti ad un’effettiva revisione paritaria, ma quanto emerso al termine delle ricerche denota una situazione piuttosto chiara. Il gruppo che ha scritto il testo con il supporto di un chatbot di AI ha riscontrato nel proprio EEG un’attività cerebrale “sistematicamente ridotta”.

Oltre all’attività cerebrale è stato preso in considerazione un altro parametro importante, ovvero il carico cognitivo. In termini più articolati esso misura l’attività cerebrale specifica correlata al flusso di informazioni attraverso diverse regioni del cervello con un metodo noto come Dynamic Directed Transfer Function.

Anche in questo caso, i risultati ottenuti sono stati piuttosto sorprendenti. Rispetto al gruppo incaricato di utilizzare esclusivamente capacità intellettuali proprie, quello che utilizzava il motore di ricerca ha riscontrato una connettività dDTF inferiore tra il 34% e il 48% e il gruppo che si è appoggiato al LLM ha invece mostrato una riduzione fino al 55%. In sostanza, affidarsi ad un LLM nella redazione di un testo comporta un minore impegno cognitivo durante il suo svolgimento.

Conclusioni e implicazioni

Le implicazioni di questo studio sono, a detta dei ricercatori, “importanti”. Soprattutto perché lasciano intendere che vi sia una linea di demarcazione piuttosto netta fra lo schema cognitivo libero e quello vincolato dall’utilizzo di un supporto esterno. Secondo gli scienziati, le conclusioni vanno analizzate e relazionate al modo in cui le nostre società concepiscono l’apprendimento e le pratiche educative nel loro complesso.

In questo studio dimostriamo l’urgenza di un probabile calo delle capacità di apprendimento” hanno commentato gli scienziati autori della ricerca, aggiungendo che “i partecipanti del gruppo LLM hanno ottenuto risultati peggiori rispetto ai loro colleghi del gruppo Brain-only a tutti i livelli”. I risultati suggeriscono inoltre che l’uso dell’AI nelle fasi primordiali dell’apprendimento può comportare una “codifica superficiale” accompagnata da una scarsa memorizzazione dei fatti e una perdita delle capacità di apprendimento.

Sebbene questi strumenti offrano opportunità senza precedenti per migliorare l’apprendimento e l’accesso alle informazioni, il loro potenziale impatto sullo sviluppo cognitivo, sul pensiero critico e sull’indipendenza intellettuale richiede un’attenta valutazione e una ricerca continua” conclude in ultima istanza il documento. Una concetto che apre ad una riflessione ampia sull’impatto dell’AI sull’apprendimento anche e soprattutto in virtù del fatto che sono sempre di più i giovani che ne fanno uso nello svolgimento ordinario dei propri compiti scolastici.

Accordo Bocconi-OpenAI per l'uso dell'AI nella facoltà di scienze sociali

L'accordo prevede tre funzioni principali e metterà a disposizioni gli…


Articoli simili

Ultime news


Jensen Huang accusa i CEO dell’AI: “Scenari apocalittici per secondi fini”

Il CEO di Nvidia Jensen Huang ha attaccato i leader…

Jensen Huang accusa i CEO dell’AI: “Scenari apocalittici per secondi fini”
Huawei anticipa l’Ascend 960DT al Q1 2027 per sfidare Nvidia

Huawei ha annunciato al Huawei Connect di Shanghai di anticipare…

Huawei anticipa l’Ascend 960DT al Q1 2027 per sfidare Nvidia
Anthropic valuta il lancio di un nuovo modello prima dell’IPO

La mossa è pensata per contrastare il momento di forza…

Anthropic valuta il lancio di un nuovo modello prima dell’IPO
Muse, l’agente AI di Meta finisce subito al centro della sfida con Amazon

La risposta iniziale negli Stati Uniti a Muse è stata…

Muse, l’agente AI di Meta finisce subito al centro della sfida con Amazon
OpenAI risolve 100 problemi matematici aperti e crea un gruppo consultivo

Un modello interno di OpenAI ha risolto oltre 100 problemi…

OpenAI risolve 100 problemi matematici aperti e crea un gruppo consultivo

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026