Huawei anticipa di sei mesi il lancio del suo prossimo chip AI. L’Ascend 960DT arriverà nel primo trimestre del 2027, non nel terzo come previsto in origine. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente rotante David Wang durante il Huawei Connect di Shanghai, e segna un cambio di passo nel confronto con Nvidia sul mercato dell’hardware per l’intelligenza artificiale.
Il piano non si ferma a un solo chip. Sempre nel 2027, nel terzo trimestre, Huawei prevede di lanciare l’Ascend 960PR. La tabella di marcia si estende fino al 2029 con i modelli 970 e 980, ciascuno pensato per raddoppiare le prestazioni rispetto alla generazione precedente. Oltre cinquemila sviluppatori attivi ogni mese lavorano già sull’ecosistema software dell’azienda, e quaranta modelli AI di grandi dimensioni vengono addestrati sulla sua piattaforma. Non è più solo una scommessa futura: è un’infrastruttura in costruzione attiva.
Il punto più interessante della strategia non sta però nelle specifiche dei singoli processori. Huawei sta puntando su UnifiedBus, una tecnologia di interconnessione proprietaria in grado di collegare migliaia di chip AI in modo che operino come un unico sistema di calcolo. L’architettura Peerium Computing, presentata contestualmente, integra processori, memoria, storage e rete in un’unica infrastruttura coesa. L’Atlas 950 SuperCluster, il primo sistema basato su questa architettura, può collegare fino a 256.000 schede acceleratore. Il parallelo con Nvidia è diretto: NVLink, non le specifiche dei singoli H100 o H200, è ciò che tiene i clienti nell’ecosistema americano. Huawei lo sa, e sta costruendo la sua risposta lungo la stessa logica.
Le restrizioni commerciali statunitensi sulle tecnologie a semiconduttori avanzati pesano, ma non hanno bloccato il percorso. Hanno piuttosto spinto l’azienda verso un approccio diverso: sistemi architetturali complessi al posto della sola potenza bruta del singolo chip. Il presidente rotante Eric Xu ha ammesso che la domanda interna di chip Ascend supera attualmente la capacità produttiva, tanto da rendere necessario limitare le spedizioni all’estero a piccoli lotti di test. Il mercato cinese assorbe tutto. Più di 370 clienti hanno già ricevuto oltre 1.000 sistemi di calcolo AI: non prototipi, ma installazioni operative.
La tempistica dell’annuncio non è casuale. Huawei ha scelto di comunicare l’accelerazione della roadmap a pochi giorni dall’incontro previsto tra i presidenti Trump e Xi. Il segnale politico si sovrappone a quello tecnologico. Nei prossimi trimestri si capirà se l’architettura UnifiedBus regge alla scala promessa e se Nvidia risponderà con contromisure commerciali o tecniche. Quello che è già chiaro è che il mercato dei chip per AI non è più un monopolio di fatto: è diventato una gara con almeno due concorrenti seri.














