Ramp ha lanciato Router.com, un gateway per modelli linguistici che promette di tagliare i costi di inferenza del 40% in media. Un’unica API, tanti modelli: OpenAI, Anthropic, DeepSeek, Moonshot, Minimax, Nvidia, xAI e Z.ai. Gemini di Google è già annunciato come prossima aggiunta.
Il meccanismo è semplice nella logica, meno banale nell’esecuzione. Ogni richiesta viene analizzata e instradata verso il modello che offre il livello di prestazione richiesto al costo più basso. Le richieste complesse vanno ai modelli frontier, quelle semplici ai modelli più economici, spesso open-weight. Il sistema gira su oltre 100 ottimizzazioni che includono selezione del modello, caching, compressione, gestione dei tempi e del fallback automatico in caso di indisponibilità di un provider. Un’azienda che costruisce su Router non rimane bloccata se OpenAI va in manutenzione: il traffico si sposta da solo.
Il dato che Ramp porta a supporto del servizio non è teorico. La società, già nota per le sue carte aziendali e il software di gestione delle spese, ha usato una versione interna di questo sistema di routing per circa tre anni sui propri carichi di lavoro. Il risultato dichiarato: una riduzione dei costi AI tra il 30% e il 40%. È da lì che viene il prodotto commerciale. Rahul Sengottuvelu, CTO di Ramp, ha detto che l’AI è la voce di spesa che cresce più velocemente nelle aziende, e quella che si misura peggio. Router.com nasce per dare visibilità e controllo su quella voce, con un dashboard che mostra token consumati, costi, tempi di risposta e comportamenti di fallback.
Il confronto più diretto è con OpenRouter, il servizio di routing AI che ha aperto la strada a questo tipo di prodotto. OpenRouter offre un catalogo di modelli più ampio, ma Ramp gioca su un terreno diverso: l’integrazione con la piattaforma finanziaria già esistente. Chi usa Ramp per le spese aziendali può collegare la selezione dei modelli AI alla stessa infrastruttura che gestisce le note spese e i pagamenti. È un vantaggio reale per i team finance, non solo per gli sviluppatori. Il fatto che l’AI spending aziendale sia cresciuto di 20,7 volte da giugno 2025, secondo il Ramp AI Index, spiega perché la società abbia deciso di farne un prodotto separato e pubblico.
Sul piano commerciale, il servizio è gratuito fino alla fine del 2026, con 26 dollari di crediti iniziali per i nuovi utenti. I costi di inferenza restano a carico dell’utente, al prezzo di listino dei singoli provider. Dal 2027 in poi, Ramp non ha ancora comunicato le tariffe del routing stesso. Chi integra Router ora accumula un costo di migrazione che potrebbe rivelarsi significativo quando arriverà il prezzo. Per ora, il servizio è disponibile solo negli Stati Uniti.
Il modello di business che Ramp sta costruendo è quello di uno strato finanziario trasversale all’intera spesa tecnologica aziendale: prima le carte, poi i pagamenti, adesso l’infrastruttura AI. Se il routing dei modelli diventa commodity, chi controlla la visibilità della spesa controlla la conversazione con il CFO. Questo è il territorio in cui Ramp vuole giocare, e Router.com è la mossa più esplicita in quella direzione.