L’Unione Europea ha compiuto un passo storico nel regolare il mercato dell’intelligenza artificiale. Il 9 giugno 2026, i regolatori antistrust di Bruxelles hanno ordinato a Meta di ripristinare l’accesso gratuito a WhatsApp per i chatbot AI concorrenti, mentre non si ferma l’indagine su un possibile abuso di posizione dominante.
La decisione, la prima misura provvisoria emessa dalla Commissione europea in 17 anni, impone a Meta di riaprire l’API di WhatsApp Business alle stesse condizioni preesistenti prima di ottobre 2025, entro cinque giorni lavorativi. La mossa arriva dopo le lamentele di aziende come The Interaction Company (creatrice di Poke.com), la startup francese Agentik e un concorrente spagnolo, che hanno denunciato il blocco imposto da Meta ai servizi AI di terze parti, mentre il proprio assistente, Meta AI, rimaneva esente.
La commissaria europea per la concorrenza, Teresa Ribera, ha sottolineato che il mercato dei chatbot AI sta crescendo a un ritmo eccezionalmente veloce e che WhatsApp, con i suoi miliardi di utenti, potrebbe diventare un canale chiave per raggiungere i consumatori. Secondo Ribera, le tariffe imposte da Meta ai concorrenti non erano “economicamente sostenibili” e rischiavano di soffocare l’innovazione. “Queste misure provvisorie – ha dichiarato – tuteleranno la concorrenza nel mercato degli assistenti AI, preservando un punto di accesso fondamentale per raggiungere i consumatori in Europa”. Meta, dal canto suo, ha definito la decisione un “eccesso regolamentare” e ha annunciato che farà ricorso, sostenendo che il provvedimento graverebbe sulle aziende europee che pagano per il servizio.
L’indagine della Commissione Europea, avviata a dicembre 2025, si concentra sulla politica di Meta che, da ottobre 2025, ha bloccato l’accesso all’API di WhatsApp Business per i chatbot AI di terze parti, consentendolo solo al proprio assistente. Se Meta venisse trovata colpevole di violazione delle norme antistrust, rischierebbe una multa fino al 10% del suo fatturato globale annuo, pari a circa 20 miliardi di dollari. Il caso sottolinea quanto sia strategico il controllo delle piattaforme di messaggistica per lo sviluppo dell’AI e secondo le stime, il mercato dei chatbot conversazionali passerà da 17,97 miliardi di dollari nel 2026 a 82,46 miliardi nel 2034.

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