L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’ente che assegna gli Oscar, ha approvato le nuove regole per la 99ª edizione dei premi, segnando una svolta storica per Hollywood. Il nuovo regolamento stabilisce che solo i ruoli “dimostrabilmente interpretati da esseri umani con il loro consenso” sono eleggibili per le categorie recitazione, e che le sceneggiature “devono essere scritte da esseri umani” per poter concorrere.
Si tratta della presa di posizione più netta mai assunta dall’Academy contro i contributi dell’intelligenza artificiale. Non è però un divieto totale. Il regolamento precisa infatti che l’utilizzo di strumenti di AI generativa “non aiuta né penalizza le possibilità di ottenere una nomination”, ma l’Academy si riserva il diritto di richiedere documentazione aggiuntiva in caso di dubbi sull’autorialità umana.
La decisione arriva in un momento in cui il dibattito sull’AI in Hollywood è tutt’altro che teorico. È infatti in produzione un film indipendente con una versione generata dall’AI dell’attore Val Kilmer, e l’attrice AI Tilly Norwood continua a fare notizia. Il tema non è nuovo, perché l’AI era stata già uno dei principali punti di scontro durante gli scioperi di attori e sceneggiatori nel 2023. La tendenza si estende oltre il cinema, con diversi gruppi di scrittori che hanno dichiarato che le opere generate dall’AI sono ineleggibili per i loro premi, e almeno un romanzo è stato ritirato dall’editore per presunto uso dell’AI.
La regola dell’Academy non congela la tecnologia, ma crea un sistema basato su autorialità, consenso e credito. In pratica, studi cinematografici, produttori e sceneggiatori avranno ora un forte incentivo a documentare con precisione i contributi umani come bozze, note, cronologia delle versioni e i materiali della writers’ room, che potrebbero diventare elementi cruciali in caso di contestazioni.

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