OpenAI punta a 122 milioni di abbonati consumer entro la fine del 2026. Il dato emerge da proiezioni interne riportate da The Information, e racconta una scommessa centrale per l’azienda: abbassare il prezzo, allargare la base, e rifarsi con la pubblicità.
Il motore della crescita è ChatGPT Go, il piano da 8 dollari al mese negli Stati Uniti — circa 5 dollari in mercati come l’India. OpenAI stima di far crescere gli abbonati Go da 3 milioni nel 2025 a 112 milioni nel 2026. Secondo The Information, sarebbe un aumento del 3.600% su base annua. Il piano include pubblicità e offre più funzionalità rispetto al livello gratuito, ma non l’accesso ai modelli più avanzati. ChatGPT Go è pensato per chi vuole un accesso ampliato al modello GPT‑5.2 Instant a un prezzo inferiore, con dieci volte più messaggi, upload di file e creazione di immagini rispetto al livello gratuito.
The Information riporta che OpenAI prevede un calo degli abbonati ChatGPT Plus da 20 dollari al mese — da 44 milioni nel 2025 a soli 9 milioni nel 2026. Un collasso dell’80% sul piano di punta. La quota di Go sul totale degli abbonati salta dal 7% al 92%, mentre Plus precipita dal 92% al 7%. La lettura più ovvia è che decine di milioni di utenti Plus scelgano il downgrade, non che nuovi utenti arrivino in massa. Le proiezioni interne mostrano che il ricavo medio per utente è atteso in calo da circa 23 dollari al mese a meno di 12. Quasi la metà del valore per abbonato, con una base che dovrebbe più che raddoppiare.
Qui entra la strategia pubblicitaria. Il pilot pubblicitario di OpenAI ha superato 100 milioni di dollari di ARR in meno di sei settimane. L’azienda proietta ricavi da advertising di circa 2,4 miliardi nel 2026, quasi 11 miliardi nel 2027, e 102 miliardi entro il 2030 — che diventerebbero la principale voce di entrata, pari a circa il 36% del totale. OpenAI prevede di iniziare presto a testare gli annunci nel livello gratuito e in ChatGPT Go negli USA, con l’obiettivo dichiarato di mantenere l’AI accessibile a tutti; Plus, Pro, Business ed Enterprise restano senza pubblicità.
Il contesto in cui matura questa strategia è complesso. Rapporti recenti indicano che l’azienda ha mancato obiettivi interni sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli utenti, tra cui l’obiettivo di raggiungere un miliardo di utenti attivi settimanali. La CFO Sarah Friar ha avvertito che l’azienda potrebbe non riuscire a onorare futuri contratti di calcolo se non inizia presto a generare molto più denaro. I mercati come India, Sud-Est asiatico, America Latina e Africa sono indicati come i principali motori della crescita attesa, ma si tratta di aree ad alta sensibilità al prezzo. Il piano Go da 5 dollari mira esattamente a questi utenti.
La direzione è chiara: OpenAI si sta trasformando da piattaforma ad abbonamento premium in un servizio di massa finanziato dalla pubblicità, sul modello di quanto hanno fatto Google e Meta nel ciclo precedente. Il totale degli abbonati consumer dovrebbe raggiungere 306 milioni entro il 2030. Se la scommessa regge, l’azienda avrà costruito la più grande base pubblicitaria nel settore AI. Se invece i 112 milioni di abbonati Go restano una proiezione ottimistica — e il calo di Plus arriva comunque — il modello rischia di non tornare.

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