L’informazione senza giornalisti è una realtà sempre più diffusa e preoccupante. Secondo l’ultimo rapporto di NewsGuard, piattaforma specializzata nel monitoraggio della disinformazione online, nel mondo esistono 3.859 siti di notizie generati esclusivamente dall’intelligenza artificiale, un numero in costante crescita rispetto ai 700 registrati nel 2024. Il 10% di questi siti ha domini italiani, mentre il 55% è in lingua inglese. Dimitris Dimitriadis, direttore Ricerca e Sviluppo di NewsGuard, avverte che questi portali “inquinano l’ecosistema informativo con affermazioni false e propaganda, sottraendo entrate pubblicitarie ai media tradizionali” già in difficoltà.
Tra i siti finiti sotto i riflettori c’è WeNews, una piattaforma con sede a Hong Kong che si spaccia per una testata giornalistica in tempo reale, coprendo temi come politica, cronaca, economia e cultura. In realtà, tutti i contenuti sono prodotti da agenti AI, senza alcuna supervisione umana o trasparenza. Il sito è sbarcato in Trentino-Alto Adige e Umbria, scatenando la reazione delle istituzioni. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e il Sindacato Giornalisti del Trentino-Alto Adige hanno presentato un esposto all’AGCOM, denunciano che “società straniere si stiano impadronendo dello spazio digitale per fare pseudo-informazione, falsando il dibattito pubblico e mettendo a rischio la democrazia“.
Anche Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, ha segnalato WeNews all’AGCOM. In una nota, Barachini ha sottolineato che “la minaccia all’informazione da parte di siti come questo riguarda le fondamenta stesse della democrazia“. Il sottosegretario ha aggiunto che WeNews si autodefinisce una testata di informazione, ma non impiega alcun giornalista, né risulta registrato come previsto dalla legge italiana. L’Ordine dei Giornalisti ha presentato un esposto anche al Ministero della Giustizia, chiedendo di valutare il sequestro amministrativo cautelare del sito.
I siti generati dall’AI non solo diffondono notizie false, ma sottraggono risorse economiche ai media tradizionali, già in crisi. Tra le fake news più clamorose diffuse da queste piattaforme, NewsGuard segnalava la presunta rinuncia della Coca-Cola come sponsor del Super Bowl a causa di Bad Bunny e il suicidio del presunto psichiatra del presidente israeliano Benjamin Netanyahu. Dimitris Dimitriadis ha sottolineato che “i finti siti di notizie generati dall’AI proliferano a ritmi allarmanti” e che senza regole chiare, l’AI può ripetere affermazioni false o fornire informazioni inesatte nel 40% dei casi.
L’AGCOM ha già avviato un tavolo di confronto tra piattaforme e editori per discutere dell’uso dei contenuti giornalistici da parte dei servizi di AI. La sfida è chiara: tutelare la qualità dell’informazione e la professione giornalistica, senza lasciare spazio a pseudo-media che minacciano la democrazia.

Il caso Garlasco diventa un libro scritto dall'AI: l'esperimento del giornalista Andrea Fabbri
Il testo è stato redatto interamente da Gemini sotto la…














