Le principali testate giornalistiche francesi hanno rivolto un appello urgente all’Autorité de la concurrence, l’autorità antitrust del paese, chiedendo un intervento deciso contro Google. Il motivo è l’utilizzo sempre più diffuso di sintesi automatiche di articoli generate tramite AI, che secondo i media locali sottraggono visibilità e ricavi alle testate, oltre a violare i principi di concorrenza leale. La polemica non è nuova, ma negli ultimi mesi si è acuita, tanto che alcuni editori hanno minacciato di portare la questione anche a livello europeo, se la risposta delle istituzioni francesi dovesse risultare insufficiente.
Il problema, spiegano i direttori delle principali testate, è che Google sta utilizzando contenuti giornalistici per addestrare i suoi sistemi di AI e, allo stesso tempo, li sta riproponendo sotto forma di riassunti automatici nelle sue pagine di risultati e nei servizi come Google News. Questo meccanismo, secondo gli editori, rende superfluo l’accesso diretto ai siti delle testate, riducendo drasticamente il traffico e, di conseguenza, gli introiti pubblicitari che rappresentano la principale fonte di finanziamento per molti giornali. Come ha sottolineato un editoriale de Le Monde, “se un lettore trova tutto ciò di cui ha bisogno in una sintesi di due righe, perché dovrebbe cliccare sull’articolo originale?” La domanda non è retorica, ma un grido d’allarme per un settore già in profonda crisi.
La risposta di Google, finora, è stata interlocutoria. L’azienda ha dichiarato di collaborare con le testate per trovare soluzioni condivise, ma senza mai entrare nel merito delle accuse più gravi. Secondo fonti interne al colosso di Mountain View, il 60% delle ricerche su Google in Francia porta a risultati che includono sintesi automatiche, un dato che rende ancora più urgente una regolamentazione chiara. Tuttavia, come riportato da Les Échos, alcuni funzionari dell’Autorité de la concurrence avrebbero già avviato un’indagine preliminare per valutare se le pratiche di Google violino le norme antitrust, soprattutto in relazione al diritto d’autore e alla concorrenza sleale.
La questione non riguarda solo la Francia. In Europa, diversi paesi stanno osservando con preoccupazione l’espansione dei sistemi di AI che riutilizzano contenuti protetti senza un equo compenso agli autori. In Germania, ad esempio, il governo ha già avviato una consultazione con le principali piattaforme digitali per definire regole più stringenti. Anche in Italia, l’Autorità Garante della Concorrenza ha più volte sollecitato una normativa unitaria a livello europeo, ma finora senza risultati concreti.
Gli editori francesi, intanto, non intendono restare inermi. Alcune testate hanno già annunciato di voler boicottare Google per un mese, rimuovendo i propri contenuti dalle sue piattaforme. Una mossa simbolica, ma che potrebbe avere ripercussioni significative, soprattutto per un colosso come Google, abituato a trattare i media come semplici fornitori di contenuti. Secondo stime preliminari, la sola rimozione dei contenuti da Google News potrebbe costare alle testate francesi fino al 30% del traffico online, una perdita insostenibile per molti.
Il caso francese rischia di diventare un precedente importante. Se l’Autorité de la concurrence dovesse prendere posizione, potrebbe aprire la strada a una regolamentazione europea più severa nei confronti delle piattaforme digitali. Per ora, Google continua a difendersi sostenendo che le sintesi automatiche migliorano l’esperienza dell’utente, ma la pressione politica e mediatica non accenna a diminuire. Il tempo dirà se la Francia sarà il primo paese a porre un freno a questa pratica, o se il problema rimarrà irrisolto, lasciando campo libero ai giganti della tecnologia.

AI di Google: molti editori stanno iniziando a riconsiderare il loro rapporto col gigante di Mountain View
Grandi editori come Reddit, Politico, The Economist, USA Today, CNN…














