Alibaba vieterà ai suoi dipendenti l’uso di Claude Code nei progetti aziendali a partire dal 10 luglio, citando presunti rischi di sicurezza legati a “backdoor incorporate” nello strumento. Code avrebbe meccanismi in grado di analizzare ambienti degli utenti e informazioni, tanto da far sospettare un rischio spionaggio. La notizia è stata anticipata dal media finanziario cinese Yicai e ha spaventato i mercati. Il titolo di Alibaba, quotato a Hong Kong, ha perso lo 0,7%.
L’accusa su Reddit
Il caso è nato da un post pubblicato su Reddit il 30 giugno: un utente sosteneva di aver decompilato Claude Code, scoprendo che dalla versione 2.1.91, rilasciata il 2 aprile, il tool verificherebbe silenziosamente se la configurazione proxy o il fuso orario dell’utente corrispondono a due liste nascoste. Un membro del team di Claude Code, Thariq, ha confermato la cosa e ha spiegato sui social che il meccanismo serve a contrastare la vendita di account e la distillazione dei modelli, e che sarà rimosso nella prossima release (secondo The Register, la correzione era già in lavorazione dal primo luglio). Non si tratterebbe dunque di spionaggio, ma di un filtro antifrode rimasto attivo per circa tre mesi. A oggi nessuna società di sicurezza indipendente ha pubblicato un audit completo, e Reuters si basa su una singola fonte.
Guerra a bassa intensità tra Alibaba e Anthropic
Sono settimane, queste, di tensioni crescenti tra le due company. In una lettera ai senatori americani del 10 giugno, Anthropic ha accusato operatori legati al laboratorio Qwen di Alibaba di aver gestito quasi 25.000 account fraudolenti, responsabili di oltre 28,8 milioni di interazioni tra il 22 aprile e il 5 giugno, un presunto tentativo di estrarre capacità dai modelli Claude per addestrare sistemi concorrenti. Alibaba non ha mai risposto pubblicamente alle accuse, mentre continua a investire massicciamente sulla famiglia Qwen in competizione con DeepSeek, Tencent e Baidu.
In tutto ciò si è registrato un paradosso tecnico oltre che geopolitico: la documentazione di Alibaba Cloud Model Studio mostra come instradare Claude Code sui propri endpoint, ma una configurazione errata riporta il tool a connettersi ai server di Anthropic.
Moto perpetuo
Le restrizioni incrociate sono ormai un tema familiare ad Anthropic. A giugno il Financial Times aveva rivelato che JPMorgan aveva escluso i modelli Claude dalla lista approvata per i dipendenti di Hong Kong a causa dei termini di licenza di Anthropic, che escludono l’uso nella Grande Cina; Goldman Sachs aveva introdotto una restrizione analoga in precedenza. E il primo luglio Anthropic ha ripristinato l’accesso pubblico ai modelli Fable 5 e Mythos 5, dopo che le autorità statunitensi hanno revocato le restrizioni all’export imposte a giugno per timori di uso improprio.
Il tema della distillazione crea una sorta di “moto perpetuo” nella relazione tra gli ecosistemi AI americano e cinese. Pur non fidandosi gli uni degli altri, i due schieramenti si usano a vicenda sempre di più. Gli USA non possono più prescindere dall’efficacia cinese: secondo le ultime proiezioni, la capacità dell’AI di Pechino ha superato quella statunitense.

La Cina prima nel mercato dell'AI: maggiore tasso di utilizzo e costi più bassi per sfidare gli Stati Uniti
Il fattore economico è determinante molte imprese non cercano necessariamente…














