Le elezioni di metà mandato del 2026 passeranno alla storia come il momento in cui gli elettori statunitensi hanno respinto in modo netto l’influenza politica dei miliardari della tecnologia e, con essa, l’espansione senza freni dell’industria dell’AI. Il colpo più duro riguarda Elon Musk, che secondo un’analisi CNBC dei documenti di finanza di campagna ha speso almeno 474 milioni di dollari per influenzare le elezioni, di cui circa 224 milioni solo in Texas. Un investimento record che si è ritorto contro di lui. I candidati da lui appoggiati, il candidato repubblicano al Senato Ken Paxton e il governatore Greg Abbott, sono stati infatti travolti da un’onda che ha portato i democratici a controllare entrambe le camere del Congresso.
La sconfitta più simbolica è arrivata proprio in Texas, cuore operativo dell’impero di Musk. Lo Stato ospita la più grande fabbrica statunitense di Tesla, fuori da Austin, e il complesso di lancio Starbase di SpaceX a sud. La nuova governatrice eletta, Gina Hinojosa, ha vinto campagna contro i sussidi alle grandi corporation e contro lo stesso Musk, chiedendo una moratoria sui nuovi data center, la fine delle esenzioni fiscali per il settore e l’obbligo per gli sviluppatori di coprire integralmente i costi elettrici. Nel suo discorso di vittoria ha promesso di togliere il potere alle “persone potenti che si sono sentite molto comode nel governare questo Stato“. I repubblicani conservano la maggioranza nella legislatura texana, ma l’arrivo di Hinojosa complica i piani di espansione di Tesla e SpaceX su permessi, incentivi e infrastrutture.
Il rigetto verso i data center è stato un fenomeno nazionale, non solo texano. Su 41 quesiti referendari locali in dieci Stati, gli elettori hanno approvato restrizioni o respinto le misure favorevoli allo sviluppo in quasi tutte le consultazioni, con l’unica eccezione di Harwood, nel North Dakota. Fast Company riporta che 38 quesiti su 41 hanno prodotto divieti o pause alla costruzione di nuovi data center. Un exit poll commissionato da NBC News ha rilevato che il 76% degli elettori si oppone alla presenza di data center nelle proprie comunità e che per il 56% AI e data center sono stati un fattore cruciale nel voto per il Congresso.
I dati sullo spreco di denaro politico sono impietosi. L’America PAC di Musk ha speso quasi 87 milioni di dollari in 44 corse federali e, stando all’analisi CNBC dei dati FEC, oltre l’80% di quella cifra, il 93%, è finito in elezioni perse. Il senatore eletto democratico James Talarico, senza fare nomi, ha sintetizzato il clima nel suo discorso di vittoria. “Dobbiamo togliere i grandi soldi dalla nostra politica, così che nessun miliardario possa comprare le nostre elezioni” ha dichiarato. Analisti come J.C. Lintzenich, visiting senior fellow al German Marshall Fund, hanno letto nel voto texano una chiara reiezione del ruolo di Musk nell’orbita di Trump.
Le conseguenze economiche si sono viste subito. Nelle ore successive alla chiusura delle urne, i titoli Tesla e SpaceX sono scesi e più in generale i titoli tecnologici sono finiti sotto pressione, anche per via di un tema nuovo emerso in campagna. Secondo AdImpact, su data center sono stati spesi 173 milioni di dollari di pubblicità, quasi tutte negative. La paura degli elettori riguarda i consumi elettrici e idrici di queste strutture, l’aumento delle bollette e l’impatto sui territori, un sentimento che si è tradotto anche in richiami di sindaci pro-data center in Ohio e Oklahoma.
Resta da capire quanto durerà questa svolta. Un Congresso democratico potrebbe aprire inchieste sui contratti federali di Musk, sul suo passato alla guida del Department of Government Efficiency e sui legami tra le sue aziende e Washington. Ma il messaggio degli elettori va oltre una sola persona. Come ha scritto The Verge, i data center hanno perso le midterms, e con loro l’idea che l’espansione dell’AI potesse procedere senza il consenso delle comunità che la ospitano. Per un’industria abituata a raccogliere consenso a colpi di miliardi, è un avvertimento che non si può ignorare.

Le elezioni di metà mandato negli USA dimostrano il potere di chi si oppone ai data center
Al centro del malcontento ci sono le conseguenze locali sul…












