Gli Emirati Arabi Uniti stanno ridisegnando uno dei progetti più ambiziosi al mondo nel campo dell’AI, un complesso da 5 gigawatt destinato a diventare il più grande data center per applicazioni artificiali al di fuori degli Stati Uniti. Secondo fonti vicine al dossier citate da Reuters, il governo di Abu Dhabi ha deciso di abbandonare l’idea di un unico campus centralizzato, optando invece per una rete distribuita di strutture più piccole e meno vulnerabili. La decisione arriva dopo una serie di attacchi attribuiti all’Iran, che negli ultimi mesi ha preso di mira infrastrutture critiche nella regione in risposta all’aggressione nei suoi confronti perpetrata da Stati Uniti e Israele, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza delle nuove tecnologie.
Il progetto, annunciato nel 2025 e ribattezzato Stargate UAE, prevedeva inizialmente la costruzione di un colosso tecnologico in grado di ospitare uno dei più potenti cluster di calcolo al mondo, sviluppato in collaborazione con G42, una delle principali aziende locali attive nel settore dell’AI. Tuttavia, le recenti tensioni geopolitiche hanno costretto le autorità a ripensare l’intera strategia. Fonti interne, citate da diversi media internazionali, confermano che tra le soluzioni allo studio ci sono sistemi di difesa aerea avanzati e la possibilità di posizionare alcune strutture sottoterra per ridurre i rischi di attacchi fisici o cyber.
La mossa degli Emirati non è isolata. Secondo analisti del Royal United Services Institute, l’Iran avrebbe già colpito obiettivi legati all’AI nel Golfo Persico, colpendo deliberatamente infrastrutture digitali strategiche. Questo avrebbe spinto Abu Dhabi a rivedere non solo la localizzazione dei data center, ma anche i protocolli di sicurezza, con un occhio di riguardo verso le minacce ibride, che combinano attacchi informatici e pressioni militari.
Il nuovo approccio prevede anche una maggiore decentralizzazione delle risorse, in modo da garantire la continuità operativa anche in caso di attacchi mirati. Secondo quanto riportato da Dawn, uno dei quotidiani pakistani che ha ripreso la notizia, il governo starebbe valutando di suddividere la capacità di calcolo tra più sedi, alcune delle quali potrebbero essere spostate in aree meno esposte del paese o addirittura in paesi alleati. Questa strategia, se confermata, rappresenterebbe un cambio di paradigma per un settore che, fino a oggi, aveva puntato tutto sulla concentrazione delle risorse per ottimizzare costi ed efficienza.
Quella che si sta delineando, insomma, è una corsa contro il tempo. Gli Emirati, che si erano posti l’obiettivo di diventare un hub globale per l’AI entro il 2031, si trovano ora a dover bilanciare innovazione tecnologica e sicurezza nazionale. Mentre le trattative per la revisione del progetto sono ancora in corso, una cosa è certa: il futuro dei data center non sarà più lo stesso, soprattutto in una regione dove la stabilità politica rimane un’incognita. E per Abu Dhabi, la sfida ora è dimostrare che anche in tempi di guerra, la tecnologia può continuare a crescere.

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