La Marina statunitense userà l’AI nelle operazioni di sminamento dello stretto di Hormuz

Contemporaneamente il Pentagono ha concluso nuovi accordi militari con sette società di intelligenza artificiale

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La Marina statunitense userà l’AI nelle operazioni di sminamento dello stretto di Hormuz

La Marina statunitense ha scelto di affrontare il problema delle mine disseminate lungo lo stretto di Hormuz con l’intelligenza artificiale, affidando un contratto da quasi 100 milioni di dollari alla società di San Francisco Domino Data Lab, nell’ambito del programma militare Project AMMO (Accelerated Machine Learning for Maritime Operations). L’obiettivo è rendere il rilevamento delle mine subacquee più rapido, preciso e meno dipendente dall’intervento umano.

Il cuore della tecnologia sono i droni sottomarini senza pilota, addestrati da modelli di AI ad imparare la forma e il riflesso sonoro di diversi tipi di mine. Il software integra dati provenienti da sonar a scansione laterale e sistemi produzione di immagini visive, e permette alla Marina di monitorare in tempo reale le prestazioni dei modelli, individuare errori e inviare correzioni sul campo. Il vantaggio decisivo, però, è la velocità di aggiornamento. Prima di questo sistema, riprogrammare i droni per riconoscere un nuovo tipo di mina richiedeva fino a sei mesi, mentre oggi bastano pochi giorni.

Thomas Robinson, direttore operativo di Domino, ha spiegato a Reuters la concretezza di questo vantaggio: se un drone addestrato a riconoscere mine russe nel Mar Baltico dovesse essere ridistribuito nello Stretto di Hormuz, con questa tecnologia la Marina potrebbe essere operativa in una settimana anziché in un anno. Il Commodoro Shaun Lieb, comandante della Task Force 75, ha definito il progetto “un pioniere e un esempio per le operazioni di machine learning che migliorerà molte altre capacità di combattimento della Marina nell’era dell’intelligenza artificiale”.

Parallelamente la Difesa degli Stati Uniti ha annunciato nuovi accordi militari con sette società di AI: SpaceX, OpenAI, Google, NVIDIA, Reflection, Microsoft e Amazon Web Services. Si tratta di intese tutte mirate a integrare le tecnologie nelle reti classificate del Dipartimento della Difesa, ai livelli di sicurezza Impact Level 6 e 7. L’obiettivo dichiarato è semplificare la sintesi dei dati, migliorare il processo decisionale dei militari e aumentare la comprensione situazionale nelle operazioni. I nuovi strumenti saranno accessibili tramite GenAI.mil, la piattaforma AI centrale del Pentagono.

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