L’Iran ha rivendicato attacchi a data center di Amazon in Bahrein e di Oracle a Dubai 

L'attacco a Oracle è stato smentito dalle autorità emiratine, ma ormai le Big Tech USA nella regione sono un conclamato obiettivo militare iraniano

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L’Iran ha rivendicato attacchi a data center di Amazon in Bahrein e di Oracle a Dubai 

I Guardiani della Rivoluzione Islamica iraniani hanno rivendicato un attacco al datacenter di Amazon Web Services in Bahrein e uno a quello di Oracle a Dubai, anche se smentito dalle autorità emiratine. Non è la prima volta che le infrastrutture delle Big Tech statunitensi nella regione vengono prese di mira, soprattutto da quando i vertici iraniani hanno esplicitamente dichiarato che queste sarebbero diventate degli obiettivi militari in quanto accusate di fornire supporto tecnologico e infrastrutture digitali agli eserciti di Stati Uniti e Israele. Già il primo marzo infatti, droni iraniani Shahed avevano colpito due strutture AWS negli Emirati Arabi Uniti, mentre un terzo centro in Bahrein aveva subito danni da un attacco nelle vicinanze.

Scegliere il Bahrein come teatro di scontro ha una valenza simbolica e strategica enorme. Il paese è sede della Quinta Flotta statunitense ed è stato il primo nel Golfo ad adottare una politica incentrata sul cloud, convincendo Amazon a investire massicciamente nel territorio. L’attacco iraniano alle infrastrutture di Amazon ha causato, secondo CNBC, blocchi diffusi nei servizi bancari e di pagamento.

Michele Colajanni, esperto di difesa e sicurezza informatica dell’Università di Bologna, sottolinea in un’intervista a Il Fatto Quotidiano che “la fusione quasi organica dei giganti tecnologici con l’esercito statunitense è un dato di fatto e viene ostentata senza alcun pudore”. L’AI e il cloud servono ad archiviare dati militari, ma sono “gli stessi strumenti vitali anche per la vita quotidiana dei cittadini lontani dal fronte”. Prima degli attacchi, il mercato dei datacenter negli Emirati era destinato a più che raddoppiare i ricavi, passando da 3,29 miliardi di dollari nel 2026 a circa 7,7 miliardi entro il 2031. Ora, quella crescita è in serio dubbio.


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