Alibaba ha proibito a tutti i propri dipendenti di usare Claude Code, l’agente di programmazione di Anthropic, con effetto dal 10 luglio. La decisione arriva dopo che ricercatori di sicurezza hanno scoperto nella versione 2.1.91 del tool — rilasciata il 2 aprile senza alcuna nota in merito — un meccanismo nascosto capace di identificare gli utenti con connessioni cinesi.
Nel comunicato interno visionato dal South China Morning Post, Alibaba ha classificato Claude Code come “software ad alto rischio con vulnerabilità di sicurezza”. Ai dipendenti è stato ordinato di passare a Qoder, la piattaforma di coding proprietaria del gruppo. Secondo fonti citate da media cinesi, la direttiva si estende all’intera suite Anthropic: i dipendenti avrebbero ricevuto l’istruzione di disinstallare anche i modelli Sonnet, Opus e Fable.
Il meccanismo scoperto è sofisticato. Un utente Reddit con il nome LegitMichel777 ha effettuato il reverse engineering di Claude Code il 30 giugno, trovando codice offuscato con tecnica XOR nascosto in profondità nel binario. Ogni volta che veniva rilevato un proxy, il tool verificava se il fuso orario di sistema fosse Asia/Shanghai o Asia/Urumqi e confrontava l’URL del proxy con una lista statica di domini cinesi — Alibaba, Baidu, Ant Group, ByteDance tra gli altri. La trasmissione del risultato avveniva tramite steganografia applicata al prompt di sistema: il formato della data veniva modificato e l’apostrofo nella stringa “Today’s date is” veniva sostituito con uno di tre caratteri Unicode visivamente identici ma tecnicamente distinti. Invisibile all’utente, leggibile dai server di Anthropic.
Thariq Shihipar, ingegnere del team Claude Code, ha risposto pubblicamente su X definendo il meccanismo “un esperimento lanciato a marzo” per contrastare i rivenditori non autorizzati e la distillazione dei modelli. Il codice è stato rimosso il 1° luglio, il giorno successivo alla pubblicazione del post su Reddit. La tempistica ha alimentato le critiche: il codice esisteva da aprile, Anthropic lo ha eliminato solo dopo l’esposizione pubblica. Nessuna dichiarazione ufficiale è seguita.
Il contesto spiega molto. Il 10 giugno, Anthropic aveva inviato una lettera ai leader della Commissione Bancaria del Senato USA accusando operatori affiliati al laboratorio Qwen di Alibaba di aver usato circa 25.000 account fraudolenti per generare 28,8 milioni di scambi con Claude tra aprile e giugno, in quello che ha definito il più grande attacco di distillazione mai registrato contro i suoi modelli. Alibaba ha negato ogni responsabilità. La distillazione — tecnica con cui un modello meno potente viene addestrato sugli output di uno più capace — occupa una zona grigia legale ed etica che il settore non ha ancora risolto. Il ban di Alibaba è arrivato tre settimane dopo quelle accuse.
Quello che emerge da questa vicenda è uno spostamento nel conflitto tecnologico tra USA e Cina: dal piano degli algoritmi a quello del controllo degli accessi. Claude Code ha profonda visibilità sul file system locale dell’utente. Qualunque funzione nascosta in quel contesto equivale, di fatto, ad accesso completo alla macchina. La Cina ha ora un caso concreto per accelerare la transizione verso strumenti domestici. Qwen, DeepSeek, Qoder — la lista cresce. Il mercato grigio che rivende accesso API a Claude con il 90% di sconto, usando credenziali rubate, non sparirà. Ma le aziende quotate in borsa, soggette a compliance e rischi reputazionali, hanno già fatto la loro scelta.














