Cisco, il fatturato da record non basta: l’azienda taglia 4.000 posti di lavoro causa AI

Nonostante il fatturato trimestrale record di 15,8 miliardi di dollari, con una crescita del 12% su base annua, la multinazionale statunitense intende perseguire una ristrutturazione interna che costerà migliaia di posti di lavoro

Lavoro 15 mag 2026

2 min.

Cisco, il fatturato da record non basta: l’azienda taglia 4.000 posti di lavoro causa AI

Cisco, multinazionale statunitense specializzata nella fornitura di apparati di networking, ha comunicato due notizie apparentemente contraddittorie: risultati record e migliaia di licenziamenti. L’azienda ha registrato un fatturato trimestrale record di 15,8 miliardi di dollari, con una crescita del 12% su base annua, eppure ha contestualmente annunciato il taglio di quasi 4.000 posti di lavoro, pari a circa il 5% della sua forza lavoro globale.

La borsa ha risposto entusiasticamente, con le azioni che sono salite di circa il 20% nelle contrattazioni after-hours. Il messaggio agli investitori era chiaro: Cisco non sta tagliando per sopravvivere, ma per accelerare. L’obiettivo dichiarato è diventare uno dei protagonisti principali dell’era dell’intelligenza artificiale, ridisegnando profondamente la propria struttura interna per concentrare risorse dove la domanda cresce più velocemente.

Il cuore della trasformazione è la domanda esplosiva di infrastrutture per l’AI. Cisco ha già ricevuto ordini per infrastrutture AI dagli hyperscaler, ovvero i grandi fornitori di cloud come Amazon, Microsoft e Google, per un totale di 5,3 miliardi di dollari nel corso dell’anno fiscale in corso, e ha alzato le aspettative sugli ordini annuali a 9 miliardi di dollari, rispetto ai 5 miliardi stimati in precedenza. Di conseguenza, le previsioni di fatturato per l’intero anno fiscale 2026 sono state riviste al rialzo, portandole a un range di 62,8–63 miliardi di dollari, rispetto alla stima precedente di 61,2–61,7 miliardi. Gli investimenti verranno concentrati su chip proprietari, fibre ottiche e sicurezza informatica, le fondamenta fisiche su cui viaggiano i dati dei grandi modelli AI. Non si tratta di un semplice restyling, ma di una scommessa strategica sul fatto che chiunque voglia far girare l’AI avrà bisogno delle reti di Cisco per farlo.

La ristrutturazione costerà cara nel breve periodo. La società prevede oneri ante imposte fino a un miliardo di dollari, di cui circa 450 milioni da riconoscere nel quarto trimestre e il resto nell’anno fiscale 2027. Eppure il CFO Mark Patterson ha tenuto a precisare la natura dell’operazione: “Non si tratta di una ristrutturazione guidata dal risparmio – ha detto – ma di un riallineamento delle risorse attorno a silicio, ottica, sicurezza e AI”. Il CEO Chuck Robbins ha usato parole ancora più nette in un memo interno ai dipendenti: “Le aziende che vinceranno nell’era dell’AI saranno quelle con focus, urgenza e la disciplina di spostare continuamente gli investimenti verso le aree dove la domanda e la creazione di valore a lungo termine sono più forti”. Cisco ha anche annunciato che offrirà formazione in AI e sicurezza ai dipendenti in uscita, un segnale che, almeno nelle intenzioni, l’azienda vuole riconoscere il cambiamento strutturale del mercato del lavoro che essa stessa contribuisce ad accelerare.


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