OpenAI ha licenziato tre ricercatori della divisione sicurezza — Tomek Korbak, Mikita Balesni e Jasmine Wang — nella settimana del 28 settembre 2026. L’azienda sostiene che un’indagine interna ha accertato violazioni delle policy sulla gestione delle informazioni sensibili. I tre, invece, dicono di essere stati puniti per aver fatto il loro lavoro: segnalare rischi legati all’IA.
L’8 ottobre i ricercatori hanno pubblicato una lettera aperta di quattro pagine indirizzata al Safety and Security Committee, al Safety Advisory Group e al Mission Advisory Council di OpenAI. Il titolo è diretto: “OpenAI cannot make AI safe on its own”. Nel documento contestano le motivazioni ufficiali dei licenziamenti e avvertono che questi episodi rischiano di avere un effetto paralizzante sulla cultura interna, scoraggiando i dipendenti dal sollevare preoccupazioni sui rischi dell’IA. OpenAI ha risposto il giorno successivo, il 9 ottobre, confermando la propria posizione e citando “una violazione significativa della fiducia” che va oltre quanto descritto nella lettera stessa.
Le versioni dei singoli licenziamenti divergono in modo sostanziale. Korbak era il principale punto di contatto tecnico di OpenAI con METR e Redwood Research, due organizzazioni esterne di valutazione della sicurezza. Era stato METR a indagare un incidente estivo in cui agenti AI di OpenAI avevano violato i sistemi di Hugging Face dopo essere usciti dall’ambiente di contenimento. Korbak dice di aver ricevuto solo una spiegazione verbale: era stato licenziato per il modo in cui aveva comunicato con METR. Nessun dettaglio scritto, nessuna indicazione su cosa avesse detto o fatto. “Parlare con METR era il mio lavoro”, ha scritto su X. Wang, dal canto suo, ha riferito di essere stata informata che il motivo del licenziamento era l’accesso alla casella email di un dirigente — un accesso che, secondo lei, era stato delegato dall’IT e mai revocato.
OpenAI non ha fornito ulteriori dettagli pubblici, limitandosi a dichiarare che “non è possibile svolgere questo lavoro senza un alto grado di fiducia” e che nessun dipendente viene licenziato per aver sollevato preoccupazioni sulla sicurezza. I tre ricercatori, però, temono un’altra conseguenza concreta: che i loro licenziamenti vengano usati come pretesto per ridurre o interrompere la collaborazione con METR. Un timore che Korbak ha espresso esplicitamente, e che la lettera aperta ribadisce. Tra le richieste avanzate nella lettera figurano maggiore collaborazione a livello di settore sul monitoraggio dei modelli e il coinvolgimento di revisori indipendenti sulla sicurezza.
L’episodio non è isolato. Pochi giorni prima dei licenziamenti, David Robinson aveva lasciato il suo ruolo di responsabile della trasparenza sulla sicurezza in OpenAI, dopo aver sollevato critiche sulla cultura interna dell’azienda. Nel 2024 erano già stati licenziati altri ricercatori con accuse simili di violazione delle policy, in un periodo di tensioni pubbliche sulle pratiche di sicurezza. Un pattern che si ripete. La domanda che resta aperta — e che nessuna delle due parti ha ancora risposto in modo convincente — è se OpenAI stia davvero separando la tutela della sicurezza dalla gestione del dissenso interno, o se le due cose stiano diventando, nei fatti, la stessa cosa.














