ChatGPT, il celebre chatbot di intelligenza artificiale di OpenAI, potrebbe presto essere classificato come un “grande motore di ricerca” dall’Unione Europea, sottoponendosi così a una regolamentazione più severa prevista dal Digital Services Act.
Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Handelsblatt e confermato da fonti della Commissione europea, la decisione segue la segnalazione di OpenAI secondo cui la piattaforma ha superato la soglia dei 45 milioni di utenti mensili attivi nell’Ue, raggiungendo addirittura 120,4 milioni di utenti medi mensili nel semestre terminato a settembre 2025. Questo dato, reso pubblico dall’azienda stessa, ha spinto Bruxelles a valutare l’applicazione di norme più stringenti, simili a quelle già in vigore per giganti digitali come Google e Meta.
La classificazione comporterebbe per OpenAI nuovi obblighi in materia di trasparenza, gestione dei rischi e moderazione dei contenuti, con l’obiettivo di proteggere gli utenti da disinformazione, manipolazione algoritmica e potenziali abusi. “Il DSA è stato progettato per garantire che le piattaforme di grandi dimensioni adottino misure proporzionate ai loro impatti sociali”, ha spiegato Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea.
L’eventuale inclusione di ChatGPT tra i cosiddetti “very large online search engines” potrebbe segnare un precedente storico, perché sarebbe la prima volta che un sistema di AI generativa viene equiparato a un motore di ricerca tradizionale, con tutte le responsabilità che ne conseguono. Gli esperti sottolineano come questa decisione possa aprire la strada a una regolamentazione più ampia del settore, con possibili ricadute anche su altre aziende tecnologiche.

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