OpenAI si trova di fronte a un paradosso: è l’azienda di intelligenza artificiale più ricca e potente del mondo, ma non ha abbastanza capacità di calcolo per fare tutto quello che vorrebbe. La CFO Sarah Friar ha ammesso pubblicamente che la carenza di compute, cioè la potenza di elaborazione necessaria per addestrare e far girare i modelli di AI, sta costringendo l’azienda a rinunciare ad alcune opportunità. “Spesso tratteniamo modelli, non rilasciamo funzionalità”, ha detto Friar. “Dobbiamo fare scelte difficili” ha aggiunto, e la vittima più illustre di queste scelte difficili è Sora, l’app di generazione video che sarà spenta il 26 aprile 2026.
A picco di utilizzo, Sora bruciava circa 15 milioni di dollari al giorno in costi di elaborazione, generando però solo 2,1 milioni di dollari di ricavi totali nell’intero ciclo di vita del prodotto. Inoltre gli utenti attivi erano crollati da un milione a meno di 500.000, mentre Anthropic, con il suo strumento Claude Code, stava conquistando proprio gli sviluppatori e le aziende che per OpenAI rappresentano la fonte di guadagno principale.
Con questa carenza di compute, OpenAI ha deciso di concentrare le proprie energie sugli strumenti di programmazione e sui clienti enterprise, puntando su ciò che genera ricavi certi in vista di una possibile quotazione in borsa. Con perdite previste di 14 miliardi di dollari nel 2026 e un recente round di finanziamento che ha superato i 120 miliardi, l’azienda non può permettersi “missioni secondarie” così le ha definite la responsabile delle applicazioni Fidji Simo.

Anthropic e OpenAI sono in lotta per la conquista del mercato enterprise
Le due società stanno cercando di offrire alle società di…














