OpenAI ha ufficialmente chiuso Sora, l’app che permetteva di generare video realistici a partire da una semplice descrizione testuale. La decisione, annunciata con un post su X, arriva dopo solo sei mesi dal lancio e segna un brusco cambio di rotta per l’azienda di Sam Altman. Secondo fonti interne, la chiusura rientra in una strategia di razionalizzazione in vista della quotazione in borsa prevista per fine 2026.
Visto l’andamento del mercato dell’intelligenza artificiale sempre più verso soluzioni agentiche per le aziende, OpenAI vuole concentrarsi maggiormente su strumenti per le imprese e su Codex, il sistema di AI per la programmazione, tagliando progetti costosi e poco redditizi. I numeri legati a Sora descrivono una situazione di insuccesso. I download dell’app sono crollati da 100mila al giorno a fine 2025 a meno di 20mila a gennaio 2026, mentre i costi di calcolo e consumo energetico hanno messo a dura prova l’infrastruttura aziendale.
La fine di Sora è anche il risultato di un mercato sempre più affollato e di controversie legali. L’app ha dovuto affrontare proteste da parte di artisti e studi cinematografici, preoccupati per l’uso non autorizzato di materiali protetti da copyright. Inoltre, la diffusione di deepfake realistici, come quelli che ritraevano personaggi storici in situazioni inventate, ha scatenato polemiche e interventi correttivi da parte di OpenAI, che ha dovuto limitare alcune funzionalità. La concorrenza di giganti come Google, con Veo 3.1, e startup come Runway e Kling ha contribuito a rendere ancora più difficile la sopravvivenza di Sora, nonostante l’accordo con Disney per l’uso dei suoi personaggi.

OpenAI sposterà risorse dai progetti minori per concentrarsi sui prodotti chiave
La percezione c'era già: nelle scorse settimana Altman ha messo…














