Google lancia la generazione musicale AI in Gemini: ecco il nuovo modello Lyria 3

Il modello genera i testi in base al prompt dell'utente e offre controllo su stile, voce e ritmo

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Google lancia la generazione musicale AI in Gemini: ecco il nuovo modello Lyria 3

Google ha trasformato Gemini in uno studio di registrazione tascabile. Da mercoledì 18 febbraio, l’app è in grado di generare brani musicali completi, con tanto di testo, melodia e copertina, grazie a Lyria 3, il nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Google DeepMind. Basta descrivere l’idea con parole semplici, oppure caricare una foto o un video, e in pochi secondi l’AI restituisce una traccia da 30 secondi personalizzata per gli utenti Free e più lunga per gli abbonati ai piani Google AI Plus, Pro e Ultra.

Lyria 3 rappresenta un salto di qualità rispetto alle versioni precedenti. Il modello genera automaticamente i testi in base al prompt dell’utente, e offre controllo su stile, voce e ritmo, producendo tracce più realistiche e musicalmente complesse. Google ha posto anche dei paletti chiari sul fronte del copyright: nominare un artista nel prompt non genera un’imitazione diretta, ma una traccia ispirata al suo stile o umore. Sono inoltre presenti dei filtri per verificare che gli output non corrispondano a contenuti esistenti. Ogni brano creato con Lyria 3 viene inoltre marcato con SynthID, il marchio invisibile di Google per identificare i contenuti generati dall’AI.

La mossa dell’azienda si inserisce in un mercato dell’AI musicale sempre più affollato e controverso. Il lancio potrebbe intensificare la competizione con startup come Suno, che a novembre ha raccolto 250 milioni di dollari. Sul fronte legale, le tensioni però restano alte. Se da un lato aziende come YouTube e Spotify stringono accordi con le major per monetizzare la musica AI, dall’altro le case discografiche continuano a intentare cause per i materiali usati nell’addestramento dei modelli. In questo caso Google prova a giocare d’anticipo puntando sulla trasparenza e offrendo un nuovo servizio ai 750 milioni di utenti di Gemini, ma la partita tra industria musicale e AI rimane aperta e dall’esito incerto.


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