Scontro Ue-Meta, Bruxelles pronta a misure se l’azienda non cambierà le politiche di WhatsApp sull’AI

La controversia ruota attorno a una modifica delle politiche di WhatsApp che vieta alle aziende AI rivali di comunicare con i clienti attraverso la piattaforma

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Scontro Ue-Meta, Bruxelles pronta a misure se l’azienda non cambierà le politiche di WhatsApp sull’AI

L’Unione europea stringe il cerchio attorno a Meta e le sue politiche sull’uso dell’intelligenza artificiale su WhatsApp. La Commissione europea ha formalmente accusato il colosso tecnologico di Mark Zuckerberg di violare le norme antitrust bloccando l’accesso di chatbot AI concorrenti alla piattaforma di messaggistica mentre promuove il proprio assistente Meta AI. Bruxelles ha inviato una comunicazione degli addebiti avvertendo che adotterà misure per evitare “danni gravi e irreparabili al mercato” se l’azienda continuerà a impedire ad altri fornitori AI di raggiungere gli utenti.

La controversia ruota attorno a una modifica delle politiche di WhatsApp Business introdotta lo scorso ottobre, che vieta alle aziende il cui servizio principale sia l’AI di comunicare con i clienti attraverso la piattaforma. La restrizione entrerà pienamente in vigore nel 2026 e potrebbe bloccare chatbot di terze parti, mentre Meta AI rimane accessibile senza limitazioni. Per i fornitori già presenti su WhatsApp, le nuove condizioni si applicano dal 15 gennaio 2026, mentre per i nuovi operatori sono già in vigore dall’ottobre scorso. L’Italia ha già imposto misure d’urgenza a dicembre, ordinando a Meta di sospendere la politica restrittiva durante le indagini. Per questo l’azienda in Italia sperimenterà un nuovo modello che prevede l’apertura a pagamento della piattaforma ad aziende rivali e sviluppatori.

“Dobbiamo garantire che cittadini e imprese europee possano beneficiare pienamente di questa rivoluzione tecnologica e agire per impedire che le aziende digitali dominanti abusino del loro potere per escludere i concorrenti innovativi” ha dichiarato Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione per la concorrenza.

Le multe per violazione delle regole antitrust dell’Ue possono raggiungere fino al 10% del fatturato annuale di un’azienda. La società ha respinto le accuse, sostenendo che le API non sono state progettate per supportare i chatbot AI e che il settore rimane altamente competitivo con numerosi canali d’accesso alternativi. “I fatti sono che non c’è motivo per cui l’Ue debba intervenire nell’API di WhatsApp Business. Esistono molte opzioni di intelligenza artificiale e le persone possono utilizzarle tramite app store, sistemi operativi, dispositivi, siti web e partnership di settore”, ha affermato un portavoce di Meta.

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