Il 27 ottobre 2026, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una decisione che segna un punto di svolta nel modo in cui il governo federale e, potenzialmente, il mondo intero, parleranno della tecnologia più rivoluzionaria dei nostri tempi. Su Truth Social, il social network di sua proprietà, Trump ha scritto che “a breve ordine” vieterà ufficialmente l’uso del termine “AI” o “intelligenza artificiale” in tutti i documenti ufficiali e in ogni altro contesto rilevante. La motivazione è chiara e diretta, secondo quanto riportato da Trump, poiché il termine attuale “sembra falso” e non riflette la reale potenza delle macchine che sta guidando a sviluppare. Al suo posto, l’amministrazione impone l’adozione della dicitura “super intelligenza”.
Questa dichiarazione non è isolata, ma rappresenta la fase finale di una campagna di rebranding iniziata quasi un mese prima. Il 29 settembre 2026, Trump aveva già firmato l’Ordine Esecutivo 14434, dal titolo “Inaugurare l’era della super intelligenza”. Quel documento direttivo ordinava a tutti i dipartimenti e le agenzie federali di utilizzare i termini “super intelligenza” e “SI” nelle comunicazioni ufficiali e nei documenti pubblici. L’ordine esecutivo mirava a sostituire definitivamente il linguaggio tecnico consolidato con una nuova terminologia che, secondo la Casa Bianca, è “molto più accurata”. La nuova direttiva del 27 ottobre amplia ora questo divieto oltre i confini della burocrazia federale, puntando a un’adozione generalizzata.
La reazione dell’industria tecnologica è stata immediata e divisa. Figure di spicco come Jensen Huang, l’amministratore delegato di Nvidia, sono state tra i primi a abbracciare il nuovo termine. Huang ha descritto il boom dell’AI come “la più grande costruzione di infrastrutture nella storia umana”, allineandosi alla narrazione di una potenza senza precedenti. Anche Jeff Bezos ha pubblicamente sostenuto il rebranding. Tuttavia, non tutti vedono di buon occhio questa imposizione linguistica. Diversi esperti e osservatori hanno espresso scetticismo, definendo il cambio di nome come un esercizio di pura immagine pubblica.
Nonostante le critiche, l’amministrazione Trump ha mostrato una determinazione ferrea. Il presidente ha persino suggerito che chiunque non utilizzi il termine “super intelligenza” potrebbe essere trattato come un nemico del progresso nazionale. Questa posizione è stata rafforzata dall’annuncio della creazione di una “Super Intelligence Force”, una task force dedicata a guidare lo sviluppo di queste tecnologie. Trump ha dichiarato che gli unici limiti necessari per l’AI sono quelli imposti da un presidente forte e intelligente, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano questo leader in abbondanza.
La mossa di Trump si inserisce in un contesto geopolitico più ampio. Il presidente ha recentemente criticato un approccio “globalista” al controllo dell’AI, sostenendo che gli Stati Uniti non dovrebbero supportare accordi internazionali che limitino il proprio vantaggio tecnologico. Questa retorica nazionalista si combina con il nuovo linguaggio per creare una narrazione in cui gli Stati Uniti guidano un’era di supremazia tecnologica assoluta. Mentre il mondo osserva, la domanda non è più solo cosa faranno le macchine, ma come sceglieremo di chiamarle.

Trump ribattezza l’AI in “Super Intelligence” e lancia un patto morale con i giganti della tecnologia
Il presidente USA ha anche presentato un accordo volontario firmato…














