Secondo un sondaggio di Randstad fra i giovani lavoratori prevale la preoccupazione per l’impatto dell’AI

L'ottimismo sull'integrazione dell'AI nel mondo del lavoro prevale fra i datori di lavoro mentre è molto più basso fra i lavoratori

Lavoro 20 gen 2026

1 min.

Secondo un sondaggio di Randstad fra i giovani lavoratori prevale la preoccupazione per l’impatto dell’AI

Secondo il recente sondaggio contenuto all’interno del “Workmonitor 2025” della multinazionale olandese di risorse umane Randstad, circa l’80% dei giovani lavoratori intervistati ritengono che l’intelligenza artificiale avrà un impatto sulla loro attività lavorativa e manifesta preoccupazione per l’affidamento che sempre più aziende fanno su chatbot e altri strumenti di automazione basati su AI.

Randstad ha condotto la sua indagine su 27.000 lavoratori e 1.225 datori di lavoro prendendo in esame più di 3 milioni di annunci di lavoro in 35 mercati del lavoro differenti e sottolineando il forte incremento di offerte di lavoro che richiedono abilità operative in ambito AI. Secondo il rapporto infatti l’AI sta sostituendo sempre di più i ruoli a bassa complessità.

Il rapporto evidenzia anche una discrepanza nel livello di ottimismo osservato fra i datori di lavoro intervistati e i lavoratori. Fra i primi prevale infatti un ottimismo nel 95% dei casi, mentre questo si ferma al 51% per quanto riguarda i lavoratori.

Quello che generalmente vediamo tra i dipendenti è che sono entusiasti dell’intelligenza artificiale, ma potrebbero anche essere scettici nel senso che le aziende vogliono ciò che le aziende hanno sempre voluto, vogliono risparmiare sui costi e aumentare l’efficienza”, ha detto a Reuters Sander van ‘t Noordende, CEO di Randstad.

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